venerdì, 16 novembre 2018

Sollima, Soldado, dove bene e male si confondono

Sollima, Soldado, dove bene e male si confondono

Roma, 11 ottobre – “E’ una saga che possiamo paragonare ad Alien, ogni regista da la sua personale interpretazione ed approccia al progetto con uno stile ben preciso. Tra Cameron, Scott e Fincher ci sono tre mondi diversi, per capirci. E con questa saga è successo lo stesso”. Lo dice Stefano Sollima, parlando di Soldado, il suo debutto americano, con il sequel dell’action thriller Sicario di Denis Villeneuve. Nel film del regista americano, in sala dal 18 ottobre con 01 in oltre 400 copie, tornano i protagonisti del primo capitolo, Benicio Del Toro e Josh Brolin.

Al centro della storia due antieroi: l’agente federale Matt Graver (Brolin) che per combattere i narcos assolda il misterioso e impenetrabile Alejandro (Del Toro), la cui famiglia è stata sterminata
da un boss del cartello. Alejandro scatenerà una vera e propria, incontrollabile guerra tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale.

“Lavorare negli Usa per me è stata soprattutto una vacanza che non escludo rifarei – dice Sollima -. Un regista a Hollywood,rispetto all’Europa, non ha il controllo creativo del suo film fino alla fine. Ma in compenso ha un sacco di giocattoli. Se vuoi un altro elicottero in una scena, te lo danno”. Rispetto a Sicario, “Soldado è più provocatorio, si perde ogni differenza tra bene e male – spiega -. I personaggi non sono filtrati da uno sguardo morale-. È un racconto sul confine geografico, analitico, morale. Quanto male puoi fare per perseguire il bene”

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