sabato, 23 settembre 2017

Slam!, un successo nel mondo

Slam!, un successo nel mondo

Roma, 9 marz0 (red.Cin.) – Un libro dal successo internazionale, un buon regista e due sceneggiatori particolarmente interessanti e ancora una coppia di protagonisti inediti, il mondo dello skate e una trasposizione che dall’Inghilterra ambienta la storia di Sam e Alice, sedicenni in cerca di identità, imprevedibilmente a Roma tra i Parioli e la periferia. E’ il cocktail di Slam Tutto per una ragazza, il nuovo film di Andrea Molaioli al centro di un’operazione deicsamente interessante: grazie a Netflix, infatti, dal 15 Aprile sarà distribuito  in ben 189 paesi contemporaneamente. Lo prevede l’accordo siglato con Indigo Film e Rai Cinema illustrato con il lancio del film, insolitamente nella sede romana di Indigo, dove il regista, gli attori e la produzione hanno voluto riflettere con la stampa su un progetto che è già un piccolo caso.

Il successo nel mondo di Nick Hornby è sicuramente un punto di partenza ma non basta, infatti, a spiegare il percorso che il film sta affrontando anche se Slam è in realtà proprio l’adattamento italiano del suo romanzo Tutto per una ragazza (edito da Guanda). Se l’operazione partita in Italia in anteprima dal Torino Film Festival è ormai al centro di un viaggio che sta per arrivare al pubblico di tutto il mondo è, infatti, perchè questo è un progetto che riesce a parlare un linguaggio universale, come ha spiegato Francesca Cima, capofila di una squadra di produttori già fieri dell’esperienza di Slam, ai quali si affianca la distribuzione Universal che lo porta in sala dal 23 marzo.

Dice Francesca Cima: “Questo è il risultato di un percorso che nasce con una vocazione internazionale. E’ imperniato su un libro importante, certo, ma soprattutto, è all’interno della nostra linea editoriale di cinema rivolto ai ragazzi”. Per Rai Cinema conferma l’AD Paolo Del Brocco: “Il taglio generazionale del film – dice –lo rende trasversale rispetto ai diversi Paesi e questo non accade facilmente”. Il romanzo di Hornby, tra l’altro, era stato opzionato un pò ovunque, ma l’Italia, per una volta ce l’ha fatta per prima. Andrea Molaioli, autore e regista, con Ludovica Rampoldi e Francesco Bruni ne hanno confezionato una versione tutta italiana in cui Sam (Ludovico Tersigni), sedicenne appassionato di skateboard si trova a confronto con l’esperienza di una paternità inattesa – proprio come era accaduto alla madre e alla nonna – quando la sua ragazza Alice (Barbara Ramella) rimane incinta. Lo scontro sociale e generazionale tra le due coppie di genitori è inevitabile: la mamma di Sam potrebbe del resto essere una sorella maggiore  e ancora un pò immatura del figlio (è Jasmine Trinca) e il padre assolutamente assente è totalmente indeguato (Luca Marinelli) , quanto alla famiglia di Alice, il padre avvocato (Pietro Ragusa) e la madre elegante e perfettamente Borghese appartengono a tutt’altra estrazione ed esprimono ovviamente un punto di vista più conformista.

Francesco Bruni, dice che partore da Hornby è stato facile: “ il suo romanzo l’abbiamo tutti amato moltissimo. Se funziona anche sui ragazzi è perchè li tratta come persone, con i loro lati oscuri e le loro attese, rispettandoli e senza dare nulla per scontato”. Ma perchè tanti film improvvisamente sulle teen mum?  Un fenomeno sociale? “In Inghilterra c’è, effettivamente, un’emergenza di giovanissime che rimangono incinta ma qui da noi è ormai un fatto eccezionale, tranne che al cinema”  commenta Cima riferendosi anche all’altro film uscito dopo Venezia, sulla paternità di un adolescente, Piuma di Roan Johnson. Ma il tema resta universal: “paure e dubbi intorno a gravidanza sono gli stessi in tutto il mondo” dice Ludovica Rampoldi. E il regista? “Volevo dare ai miei ragazzi la capacità del fare, una sorta di riscatto su un’immagine che non meritano al di là delle descrizioni e dei luoghi comuni di una generazione nullafacente e disimpegnata. Mi sembra che il film riesca a farlo, in una dimensione leggera, certo, ma mai superficiale”.

Nella versione italiana, oltre il romanzo, c’è un perno centrale ed è il personaggio della madre-amica di Sam: Jasmine Trinca, una mamma trentaduenne  anche troppo  complice del figlio, capace, però, si capire meglio di altri come si fa- esattamente come accade con lo skate- a rianzarsi quando cadi… “Con questo film – racconta – ho come chiuso un cerchio. Proprio Andrea Molaioli mi fece il primo provino per La stanza del figlio di Nanni Moretti e così non potevo non capire ed essere vicina agli attori giovanissimi, alla loro prima prova, come era stato per me, che avevo all’epoca 19 anni”.  Nel film una voce guida, in inglese, fa da contrappunto alle storie dei ragazzi: è quella di Tony Hawk, una sorta di guru del mondo dello skate, per Sam un riferimento esistenziale oltre I sui primate in una disciplina che non è solo sport ma filosofia di vita. Il suo libro, Professione Skater uscirà tra poco Salani Editore. E Hawk arriverà per lanciarloin Italia ,a non sulle piste dello skate: sarà infatti  ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Slam. La promozione, non sempre così ‘alternativa’ e fuori dal mercato,  è anche questa…

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