sabato, 27 maggio 2017

Simona Izzo e la famiglia allargata

Simona Izzo e la famiglia allargata

Roma, 19 aprile (Fr. Palm.) – “Se amarsi per sempre è difficile, lasciarsi per sempre lo è ancora di più”: è partita da questa considerazione Simona Izzo per raccontare la storia tormentata di una famiglia allargata nel suo nuovo film da regista, Lasciami per sempre, distribuito da Notorious Pictures dal 20 aprile.

Corale il cast che ha diretto, composto, tra gli altri, da Barbora Bobulova, Max Gazzè (ancora attore dopo Basilicata coast to coast), Valentina Cervi, Veruska Rossi, Vanni Bramati, Marco Cocci, Myriam Catania, Andrea Belisario, Maurizio Casagrande, Mariano Riggillo, Niccolò Cancellieri, Camilla Calderoni e Sean Cubito.

La Izzo ha messo in un unico ambiente – la sua vera casa di campagna – i sentimenti, i rancori, le nevrosi e i delicati equilibri di una famiglia che, tra separazioni e strade diverse, si riunisce per una giornata, in occasione di un compleanno. Viola, compagna di Nikos, ha deciso di invitare per la festa del figlio ventenne Lorenzo, in crisi per essere stato abbandonato dalla fidanzata, tutti i parenti e anche suo padre, con cui non ha un buon rapporto. Ad arrivare sono dunque il suo ex marito, gli ex cognati,  le due problematiche sorelle,  la giovane nipote depressa,  il figlio ribelle di Nikos, il padre, donnaiolo da sempre e che ha da poco tentato il suicidio, il ginecologo di famiglia che è anche l’ex marito di una delle sue sorelle, ma anche Yuri, innamorato da sempre dell’altra sorella, che però ė sposata con una donna. L’incontro tra tutti sarà soprattutto uno scontro e non  mancheranno ospiti inattesi, come Martina, che ama il figlio di Viola, suo coetaneo, ma sta insieme al padre, ovviamente senza sapere questo legame di sangue… e quando tutto verrà a galla, in un’escalation emotiva, “il mucchio selvaggio” familiare si affronterà apertamente senza esclusione di colpi. Ma è meglio non avere una famiglia oppure tenersi tutto questo, che altro non è che un nodo affettivo forte?

“Tra televisione e cinema, ho fatto circa 30 opere ma ognuna è come fosse la prima, come il primo figlio – afferma Simona Izzo, che ha lavorato con la supervisione di Ricky Tognazzi, sempre al suo fianco – Ogni volta metto in un film tutto quello che posso e in questo ho anche sofferto. E’ vero che è divertente e che fa sorridere, ma il tessuto è drammatico, come è giusto che sia il sottotesto della commedia. La vicenda si svolge interamente in una giornata, che è onnicomprensiva. Tutti i protagonisti hanno un’ambizione e delle aspettative e portano un carico, pensando che i problemi derivino dalla famiglia e senza assumersi le proprie responsabilità”.

Tutto ruota intorno alla famiglia, un microcosmo che, secondo la regista, “può essere un cordone ombelicale che può strozzare ma anche salvifico, che può far bene. E’ difficile confrontarsi col proprio passato e oggi molta gente si sposa anche per la terza volta. Io ho parlato molto con i figli dei genitori separati e ne so qualcosa anche personalmente, di solito si pensa che i genitori debbano occuparsi dei figli ma deve avvenire, a volte, anche il contrario”.

La Bobulova racconta che sul set si è sentita “come Alice nel paese delle meraviglie. Provengo da una cultura in cui i sentimenti sono più trattenuti, se si alza la voce subito ci si scusa, quindi la famiglia italiana, con il suo circo, non mi appartiene. Anche se io sto già vivendo la realtà della famiglia allargata e nella mia famiglia sono sempre stata la più ‘casinista’, come la pecora nera”.

La Cervi, invece, dice che girare il film è stato “un’onda di felicità. Mio padre ha avuto 4 figlie da donne diverse, quindi conosco bene la famiglia allargata e i suoi non detti. Tante volte ho sorriso anche se avrei voluto mandare tutti a quel paese e del film mi è piaciuto questo, ognuno dice ciò che ha dentro ed è una sensazione molto liberatoria. Siamo stati tutti uniti a lavorare, il film è stato un piccolo miracolo, è nato in maniera sgangherata con pochi soli e poco tempo, ci siamo sentiti vicini in questo stato di precarietà. Simona è stata il nostro capitano, ci incoraggiava e non ha mai abbandonato il campo”.

Se la Catania – con un bel pancione, all’ottavo mese di gravidanza – sottolinea che “la famiglia è quel luogo in cui ci si ama di più e ci si odia anche di più”, Gazzè spiega come si è trovato nuovamente a recitare (e non più muto come nel film di Papaleo): “Mi sono totalmente affidato a Simona, che ha scritto un personaggio delicato, con una sensibilità non facile da interpretare. Era importante trovare il giusto tono della voce, perchè la voce è un suono ed è fondamentale. Nikos sussurra, quando parla”.

 

 

 

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