sabato, 28 marzo 2020

Si vive una volta sola, Verdone e gli amici ‘serpenti’

Si vive una volta sola, Verdone e gli amici ‘serpenti’

Roma, 14 febbraio – Non un omaggio a Amici miei (“non ci abbiamo proprio pensato” assicura Carlo Verdone), ma ci poterebbe essere un’influenza involontaria di un paio dei suoi registi preferiti, Germi e Pietrangeli (“Nel rapporto fra i personaggi”) in Si vive una volta sola, la commedia corale del cineasta romano, che ne è anche protagonista con Max Tortora, Rocco Papaleo e Anna Foglietta. Il film, prodotto da Filmauro, in arrivo nelle sale il 26 febbraio in 700 copie con Filmauro, ha richiamato a molti il capolavoro di Monicelli, per la centralità nella storia, degli scherzi, spesso feroci, che si scambiano gli amici e colleghi protagonisti, tutti parte dell’equipe chirurgica di prima classe guidata dal luminare Umberto Gastaldi (Verdone), tanto abile con il bisturi quanto disastrato e anaffettivo nella vita privata. Uno squilibrio evidente nel rapporto con la figlia Tina (Mariana Falace), che aspira a entrare nella Casa del Grande Fratello e si mantiene ballando seminuda in un programma televisivo.

Nel film “sono un uomo arido o comunque non ben definito dal punto di vista sentimentale. Quanti ne conosco come lui, che nel lavoro sono fenomeni ma nel privato sono diversi – sottolinea Verdone -. E’ anche il motivo per cui i protagonisti del film, si trovano frequentarsi oltre misura, vedendosi continuamente anche dopo il lavoro…. Sono personaggi sperduti: lo rivela anche la loro passione per gli scherzi, che hanno come bersaglio il più fragile e mite del gruppo, Amedeo (l’anestesista dell’equipe, interpretato da Papaleo). In realtà siamo tutti nello stesso mare, sulla stessa barca….”.

Compagni e complici nelle bravate comuni e nel vessare Amedeo, sono l’assistente di Umberto, Corrado (Tortora), sempre alla ricerca di avventure amorose e la ferrista Lucia (Foglietta), che non riesce ad avere una relazione stabile. La loro routine fra sala operatoria e serate insieme viene sconvolta da un referto medico con i risultati del check up di Amedeo che lascia all’anestesista poche speranze . In attesa di trovare il momento giusto per rivelare all’amico la verità, Umbreto, Corrado e Lucia decidono di partire con lui per una breve vacanza in Puglia….

“E’vero che la storia nella prima parte si concentra sugli scherzi – dice Verdone, che firma la sceneggiatura con Giovanni Veronesi e Pasquale Plastino – ma poi prende un’altra direzione, riflettendo anche la solitudine che hanno in se’ i personaggi. Era un film molto delicato da girare, sulla carta poteva essere semplice ma rischiava di risultare una storiellina, sera necessario dare spessore ai personaggi. Sono molto soddisfatto di come è venuto, poi tra noi attori è nato un grande feeling anche al di là delle riprese”. Il regista romano spiega che la dimensione del film corale è quella che sente più sua in questo momento “e penso sarà la strada che seguirò in futuro”. Entusiasti i cointerpreti dell’esperienza: “Carlo è un regista che libera e protegge – spiega Tortora -. Abbiamo potuto aggiungere del nostro e allo stesso tempo lui ci ha seguito con la sua protezione forte e presente. Ho amato questo film per la misura e l’equilibrio che ha dentro”. Era da tempo che il cineasta romano e Anna Foglietta cercavano l’occasione giusta per lavorare insieme: “E’ stata una collaborazione cercata per un po’ e voluta – dice l’attrice -. Grazie a Carlo siamo stati capaci di creare una verità di rapporto, un’amalgama vera fra questi quattro personaggi”. Per quanto riguarda invece l’elemento degli scherzi Anna Foglietta spiega di amare farli anche nella vita, è un elemento “che ti mantiene connesso con una componente infantile sana, sanissima”. Verdone poi, è un maestro di scherzi, anche feroci, come quello fatto ai genitori da studente: “erano andati a teatro, e al ritorno gli ho fatto trovare la porta di casa aperta il salone in disordine e con gli oggetti per terra, e avevo messo del pomodoro in modo che sembrasse sangue… era come una scena del crimine. Mia madre si è spaventata, le si è alzata la pressione”. l’attore e regista però ha smesso di fare scherzi dopo quello fatto al figlio di 8 anni Paolo, facendogli credere di parlare con il segretario di Francesco Totti e che il campione avrebbe voluto incontrarlo perché lo considerava un talento del calcio: “Mio figlio non mi parlò per un mese e mezzo… ho capito che dovevo fermarmi”.

Si vive una volta sola arriva in sala in un momento particolarmente favorevole per il cinema italiano al botteghino: “i nostri film hanno ritrovato la fiducia del pubblico, stiamo registrando un 15-16 % di incassi in più. Vuol dire che si fanno meglio i film. Le serie TV portano via tanto pubblico, ma noi dobbiamo semplicemente scrivere meglio le storie del cinema, perché quando c’è film che interessa il pubblico, anche di giovani, continua a tornare”. Fra le strade da seguire dovrebbe esserci quella di girare “commedie intelligenti che lascino qualcosa, gran divertimento o piccole riflessioni….”

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