martedì, 29 settembre 2020

Oscar, che serata memorabile!

Oscar, che serata memorabile!

Los Angeles, 29 Febbraio (P.P.La Rosa, con Fr. Pierl. da Roma) – L’applauso più lungo di quest’edizione è stato per lui: molto emozionato nonostante il suo Oscar® fosse un premio molto atteso e annunciato, con il figlio Giovanni accanto, Ennio Morricone ha commosso l’Academy ritirando, stanotte, il suo meritatissimo Oscar® per la migliore colonna sonora, la sinfonia in quattro tempi composta per The Hateful Eight, di Quentin Tarantino.

Hollywood lo ha festeggiato con una standing ovation e lui, ringraziando anche il suo autorevole ‘competitor’, a 87 anni, ha dedicato la statuetta all’inseparabile moglie Maria, che, come sempre lo ha accompagnato anche a Los Angeles. Ha detto Morricone, in italiano: “Ringrazio l’Academy per il prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri candidati e in particolare allo stimato John Williams. Non c’è musica importante se non c’è un grande film che la ispiri, ringrazio quindi Quentin Tarantino per avermi scelto e il produttore Harvey Weinstein e tutta la troupe del film”, poi ha concluso ringraziando la moglie.

Sono stati due artisti d’eccezione come Quincy Jones e Pharrell Williams a consegnargli la statuetta e c’è stata emozione, per gli italiani, anche per  il ricordo, tra gli altri, del nostro Ettore Scola ricordato nel l tributo agli scomparsi accompagnato dall’esibizione alla chitarra di Dave Grohl, il leader dei Foo Fighters, che ha eseguito alla chitarra Blackbird dei Beatles.

Quell ache ha concluso l’edizione numero 88 degli Oscar® passa alla storia degli Academy come un’edizione memorabile non solo per lìItalia anche se Chris Rock non è sembrato uno dei migliori presentatori della serata (ma ha fatto di tutto per cancellare, tra le polemiche che l’hanno preceduta, quella sul rischio che gli Oscar® 2016 rispettassero le previsioni discriminanti della Hollywood ‘black’)

Gli altri Oscar® hanno rispettato solo in parte le previsioni, con qualche sorpresa: se il miglior film dell’anno è Spotlight di Tom McCarthy (sulla splendida inchiesta giornalistica che portò alla luce nel 2002 lo scandalo abusi sessuali su minori, da parte di preti pedofili, a Boston) la  migliore regia è andata ad Alejandro Inarritu per Revenant-Redivivo, (il regista è al secondo Oscar consecutivo dopo Birdman e il suo direttore della fotografia al terzo consecutive, un vero record). Ancora: il miglior attore protagonista – finalmente, era ora – è Leonardo DiCaprio, sempre per Revenant e l’ attrice protagonista, come previsto, Brie Larson, per l’intenso “Room” mentre a sorpresa Mark Rylance per Il Ponte delle Spie  ha messo ko Sylvester Stallone, mai premiato dall’Academy, e la svedese Alicia Vikander (una nuova Bergman, dicono…)ha vinto, ringraziando Eddie Redmayne, che le ha consegnato il premio, per The Danish Girl come migliore non protagonista femminile.

Peccato, davvero, per Stallone ancora in versione Rocky Balboa in Creed: molti pensavano che per lui questa fosse la grande occasione, forse l’ultima chance di conquistare la statuetta. Ma non è andata: Hollywood a volte è avara di riconoscimenti anche con i suoi attori più popolari.

Sei premi – tutti tecnici, su 10 candidature- sono andati a Mad Max – Fury road, di George Miller, un trionfo (a Cannes, tra l’altro, il regista sarà presidente della giuria). Sono stati Sofia Vergara e Byung-hun Lee, a consegnare l’Oscar® per il miglior film straniero a Il figlio di Saul del regista ungherese esordiente Laszlo Nemes. già premiato a Cannes.

Inside Out, diretto da Pete Docter, e prodotto dalla Pixar ha avuto il premio per l’animazione. Da segnalare ancora la vittoria, tra i documentari, di “Amy”, sulla tragica vicenda della Winehouse Il premio per la migliore canzone originale è andato a Writing’s on the wall eseguita da Sam Smith, per il film Spectre: non è andata, invece, per lo splendido brano da Youth di Paolo Sorrentino e neanche per Lady Gaga, strafavorita alla vigilia, che si è esibita però al piano con Till happens to you, la canzone che ha scritto per raccontare e denunciare lo stupro della quale fu vittima anni fa. L’ha accolta il vicepresidente Joe Biden, con un messaggio contro la violenza sessuale nei colleg dove, ha detto, “Ogni anno centinaia di persone subisscono abusi di ogni tipo”.

E’ stata una serata all’insegna del glamour, segnata però anche dalle polemiche che l’hanno anticipate per l’assenza di artisti black nelle nomination. “Hollywood è razzista, ma con classe, non si tratta di boicottare, vogliamo le stesse opportunità dei bianchi, solo questo”, ha commentato il presentatore della serata Chris Rock. La presidente dell’Academy, l’afroamericana Cheryl Boone Isaacs è intervenuta sottolineando che “Gli Oscar® celebrano i narratori che hanno avuto la possibilità di lavorare nel cinema ma da questa opportunità deriva anche una responsabilità”. Poi, intervenendo in qualche modo sugli Oscar ‘so white’ ha concluso citando Martin Luther King: “Diceva che la vera misura di un uomo non si vede nei momenti di serenità ma nei momenti in cui deve affrontare sfide e controversie”. Una conclusion intonate all‘appello contro i danni ambientali di DiCaprio e quello del regista di Spotlight a Papa Francesco, perchè faccia concretamente “qualcosa per difendere I nostri bambini dalla piaga della pedofilia”. L’appuntamento è all’edizione numero 89. Tra un anno,ovviamente a Hollywood.

*foto di Pietro Coccia

Leggi anche