sabato, 19 settembre 2020

Scotty, scandalo a Hollywood

Scotty, scandalo a Hollywood

Roma, 1 ottobre – Inevitabile riferimento agli scandali di oggi da parte del regista Matt Tyrnauer che ha presentato alla Festa Scotty and the secret history of Hollywood, viaggio negli scandali sessuali di Hollywood oggi bollenti dopo il caso Harvey Weinstein. Quando però a procurare ragazzi e ragazze alle star di Hollywood c’era lui, Scotty Bowers, celebre gigolò delle star del cinema americano, questa era la vera ‘faccia’ dell’età dell’oro di Hollywood che lo stesso Scotty ha raccontato nel best seller “Full Service” (2012) e poi a Tyrnauer.

Nato in Illinois, Scotty era nei Marines e nel ‘46 arrivò a Hollywood: bello e spudorato con grande voglia di ‘crescere’,  faceva il benzinaio nella stazione di servizio vicina agli Studios, e da lì cominciò la sua piccola escalation  grazie al ‘debutto’ con Walter Pidgeon, con il quale ebbe i primi incontri gay. Da allora la sua vita cambiò, Scotty divenne amico e amante di moltissime star di Hollywood, sia uomini che donne, per i quali trovava, all’occorrenza, anche altri partner sessuali nella sua cerchia di amici giovani e soprattutto dei ragazzi in congedo.

Nel film si parla di Cary Grant, Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Lana Turner e Ava Gardner  raccontati in prima persona da Bowers, ormai novantenne, “senza sensi di colpa – come racconta il regista – perché i protagonisti dei suoi racconti sono quasi tutti scomparsi” buona ragione per cui, Scotty ha aspettato decenni per confessare in un libro la storia della sua vita.
“Allora Hollywood imponeva di  nascondere le proprie abitudini sessuali e Hollywood era un laboratorio di sperimentazione e di libertà” non solo una Babilonia dove il sesso libero, anche se nascosto dalle convenzioni, era  avanguardia”. Per questo Scotty Bowers, tramite il suo lavoro ha determinato, a suo modo, la liberalizzazione dei costumi sessuali, confrontandosi con tutti i diversi momenti storici, fino alla tragedia dell’ Aids e ai primi morti, per questo, negli anni ‘80.
“Come regista e gay per me era davvero importante raccontare attraverso la storia di Scotty la liberalizzazione dei costumi”, ha detto Tyrnauer.  “E’ stato Gore Vidal, al quale il film è dedicato a svelarmi la storia di Scotty che avev conosciuto proprio nel suo ‘ufficio’, alla stazione di servizio dove lavorava.”

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