sabato, 21 settembre 2019

Scaringi, la nostra profezia dell’armadillo

Scaringi, la nostra profezia dell’armadillo

Venezia, 3 settembre (Fr. pierl) – “Spero di non aver tradito l’immaginazione dei lettori, e spero – scherza – di non fare la fine dell’attore che ha interpretato in Star Wars Jar Jar Binks, che ha detto di aver pensato al suicidio per tutte le minacce di morte e insulti che gli sono arrivati da chi non aveva amato il suo personaggio”. Lo dice scherzando Valerio Aprea che in La profezia dell’armadillo, di Emanuele Scaringi, adattamento della graphic novel autobiografica di Zerocalcare ha il ruolo più curioso e fisicamente impegnativo, quello dell’armadillo antropomorfo /grillo parlante personale del protagonista. A giudicare dalle reazioni alla proiezione ufficiale del film, presentato alla Mostra del cinema di Venezia in orizzonti in uscita il 13 settembre con Fandango, Aprea e il resto del cast (che comprende Simone Liberati, Pietro Castellitto, Laura Morante, Claudia Pandolfi, Diana del Bufalo, Sofia Staderini e Adriano Panatta in un cameo. non hanno di che preoccuparsi, visti i lunghi applausi del pubblico.

Si mette in scena la vita di Zero (un convincente Liberati), ventisettenne che vive nel quartiere periferico di Rebibbia, a Roma. E’ un disegnatore ma si mantiene con lavori precari, dal dare ripetizioni a controllare i tempi dei check-in agli aeroporti. Le sue giornate le passa con l’amico d’infanzia Secco, interpretato da Castellitto, bravissimo, come Aprea, che si è calato nel ruolo del personalissimo Grillo Parlante di Zero (ovviamente lo vede e sente solo lui), un armadillo antropomorfo, che segue il suo protetto dappertutto e non gliene fa passare una. Per Zero difficoltà quotidiane a parte, arriva un altro brutto colpo: l’improvvisa morte di un’amica francese, Camille (Sofia Staderini), ex compagna di scuola, che era stata un amore adolescenziale non dichiarato.

Zerocalcare, che pure ha partecipato alla sceneggiatura, ed era fino a qualche giorno fa al lido per l’impegno di disegnatore di recensioni con best movie è partito prima della proiezione ufficiale della pellicola. “Michele ha scritto delle tavole a fumetti (pubblicate sul suo blog, ndr) qualche settimana fa in cui racconta la sua posizione rispetto al film. Non si è allontanato – assicura il produttore Domenico Procacci – solo che non vuole essere coinvolto in quella che potrebbe sembrare un’autopromozione. L’ansia che vedete nel suo personaggio (interpretato con convinzione da Liberati) è reale”. Ma il film gli è piaciuto? “Ci sta pensando – risponde Scaringi – Lui ha collaborato a molti aspetti, oltre a firmare la sceneggiatura (con Oscar Glioti, Valerio Mastandrea, Johnny Palomba), anche i poster nella stanza della protagonista sono originali, ma non è facile veder rappresentare la propria vita. Abbiamo cercato di essere il più fedeli possibile ma il film è autonomo. Non racconta la vita vera di Michele Rech, come anche il fumetto ne è una rilettura”.

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