martedì, 26 settembre 2017

Scarano, da Suburra a Faenza

Scarano, da Suburra a Faenza

Roma, 3 giugno (Fr. Pierl) Greta Scarano, classe 1986, romana, è pronta a mettersi completamente in gioco per un ruolo in cui crede: per Elisa, studentessa malata di cancro, che sente sulle sue spalle il peso del mondo, come ha fatto nella seconda stagione televisiva di In treatment su Sky, come per Viola, tossicodipendente ribelle e vendicativa in Suburra di Stefano Sollima, “Scelgo per istinto. Una parte deve emozionarmi, ma sono diventata molto selettiva, la qualità per me in questo momento è l’esigenza principale”, spiega l’attrice.

L’interprete romana, che dal Sindacato giornalisti cinematografici (Sngci) aveva già ricevuto il premio Biraghi come talento emergente per Senza nessuna pietà (2014), è in gara quest’anno ai Nastri d’argento tra le attrici non protagoniste proprio per il ruolo nel film di Sollima. Una performance che le ha appena portato anche una nomination ai Globi d’oro. “Viola è stato un personaggio violento, pieno di sfaccettature, che mi ha portato a esplorare luoghi molto oscuri – dice -. Le ho dato tantissimo, anche se poi cerco di portare a casa il meno possibile dei ruoli che interpreto”. Ti piacerebbe riprendere la parte nella serie televisiva su Suburra, che ha in cantiere Netflix? “Non so nulla su chi ci sarà, ma a pensarci è l’unica che rimane in piedi alla fine. In quel senso potrebbe essere interessante…”.

Greta ha iniziato a recitare da bambina, facendo soprattutto teatro (“aiuta a tenere i piedi per terra”), poi è apparsa in varie fiction come Un posto al sole, Ris – Delitti imperfetti, Romanzo criminale – La serie, fino a Squadra antimafia – Palermo oggi (2015) e al cinema in Qualche nuvola di Saverio Di Biagio e in Senza nessuna pietà, opera prima di Michele Alhaique, con Piefrancesco Favino, che ha ritrovato in Suburra. “Ora è come se iniziassi a raccogliere i frutti del mio lavoro”, commenta.

Ama mettersi continuamente alla prova e per un progetto in cui crede: “So lottare con i denti, mi batto”. Lo sa bene Roberto Faenza, che nel film su Emanuela Orlandi, La verità sta in cielo (ora in postproduzione), le ha affidato il ruolo di Sabrina Minardi, all’epoca dei fatti amante del boss della Banda della Magliana ‘Renatino’ De Pedis (interpretato da Riccardo Scamarcio). “Quando ho saputo della parte, ero biondissima. Sono diventata mora da un giorno all’altro, per essere più simile al personaggio nell’incontro con Faenza – racconta -. Lavorare con Roberto è stato stupendo. E’ molto sensibile, un vero intellettuale, si muove su un livello diverso”. Per Greta è la stata la prima volta “nei panni di un personaggio reale. E’ stata la sfida più grande della mia carriera. Mi sono preparata molto, vista l’importanza della storia e la complessità di questa donna”.

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