martedì, 26 settembre 2017

Sarno e la storia dei Nastri

Sarno e la storia dei Nastri

Una poesia estemporanea creata e recitata da un giovane Alberto Sordi, poi le immagini del 1946 con la premiazione dei primi Nastri d’Argento all’Hotel de Russie di Roma: Anna Magnani e Vittorio De Sica che si appuntano il Nastro sul bavero della giacca (allora il primo Nastro era proprio come un fotogramma d’argento con l’iscrizione…). Si apre così Nastri 70: argento vivo il documentario prodotto dal Sngci che Antonello Sarno ha realizzato per il 70.mo compleanno dei Nastri e del Sindacato, nati nello stesso anno.

Una cavalcata siglata dalle immagini non solo d’epoca, da frammenti di cronaca e dalla musica scelta da Sarno che ci racconta attarverso gli anni una storia siglata dai cambiamenti di costume e anche politici del Paese, un’Italia che ha vissuto il cinema come una grande occasione di riscatto e ricostruzione dopo la guerra, regalando al suo pubblico e al mondo film entrati a far parte della storia, non solo italiana, del cinema.

Tra i nomi che sfilano nelle immagini protagonisti di ieri come Andrea Checchi, Lea Padovani, Gino Cervi ma anche Montgomery Clift, Mirna Loy, Anthony Quinn,William Holden, ovviamente Federico Fellini e Giuletta Masina, Virna Lisi, Kirk Douglas, Totò con Franca Faldini,  Silvana Mangano, Anna Maria Pierangeli, Gina Lollobrigida, Dino De Laurentiis, Carlo Ponti, Goffredo Lombardo, Sandra Milo, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Valentina Cortese, Jack Basehart, Claudia Cardinale, Luchino Visconti, Paolo Stoppa, Armando Trovajoli, Nino Rota, Giancarlo Giannini e Mariangela Melato, Aldo Fabrizi,Ettore Scola, Age, Pietro Germi, Stefania Sandrelli, Marcello Mastroianni.

Il film è stato realizzato da Antonello Sarno  con il montaggio di Stefano Farruggia, grazie ai materiali  dell’Archivio Istituto Luce Cinecittà, Teche Rai, RTI.

 

Note di regia di Antonello Sarno

Nastri 70-argento vivo è il mio trentacinquesimo lavoro tra corti e documentari. Io appartengo al Sindacato non so più da quanti anni, e inevitabilmente questo documentario è quello che mi ha reso più orgoglioso nella sua realizzazione, duramente impegnativa anche a causa di gravi problemi personali, ma soprattutto nel risultato: un piccolo film di 30 minuti dedicato ai 70 anni dei Nastri d’argento, premio che ha sempre – basta guardare le immagini – saputo scorgere e riconoscere talenti emergenti e nuove tendenze creative molto prima di tanti altri.  Anzi, di tutti.I giornalisiti cinematografici italiani, infatti, hanno scritto prima sui giornali, poi in radio, in tv e oggi sul web, la storia del cinema italiano. Un cinema che nel bene  e nel male ha raccontato la storia di questo Paese.

Nastri 70 è il “racconto…di questi racconti”. O almeno dei momenti più intensi di questa storia rappresentata proprio dalle assegnazioni dei Nastri d’argento. Anno dopo anno, da parte di un sindacato autonomo, senza industrie alle spalle, senza santi in Paradiso, ma fermamente determinato a dire la propria sulla qualità del cinema e dei suoi protagonisti fin dal 1946, quando il nostro cinema stava appena rinascendo. Una storia, quella dei Nastri, divertente e commovente. Raccontarla è stato un piacere e un onore, perchè (piaccia o no) il cinema italiano è una famiglia, e nemmeno tanto grande. Per questo, a titolo rigorosamente personale, lo dedicherei ad Ettore Scola.

 

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