lunedì, 21 settembre 2020

Santamaria, Serraiocco e D’amore ‘Brutti e cattivi’

Santamaria, Serraiocco e D’amore ‘Brutti e cattivi’

Roma, 16 ottobre (Fr. pierl) ”Una bella commedia nera su personaggi che si muovono in un contesto folle”. Così Claudio Santamaria descrive la dark comedy Brutti e cattivi, opera prima di Cosimo Gomez, che ha per protagonisti, insieme a Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco e Simoncino Martucci. Il film, che costruisce la storia sul supercolpo messo a segnao da una scatenata banda di disabili,fra tradimenti, morti vere e sfiorate, rinascite, colpi di scena a ripetizione e una massiccia dose di politicamente scorretto che non si vedeva nel cinema italiano dai tempi di Scola e Monicelli. ha debuttato in Orizzonti alla Mostra del Cinema di Venezia, e arriva in sala il 19 ottobre in oltre 200 copie con 01 Distribution.

”I protagonisti disabili vengono raccontati senza ammorbare e senza pietismi, sono ‘brutti e cattivi’ come tutti noi” aggiunge Santamaria, che nella storia è il capobanda, il Papero, nato senza gambe, ex attrazione da circo. Nell’impresa di rapinare una banca della periferia romana, dove la mafia cinese nasconde 4 milioni di euro, il Papero ha come complici la moglie Ballerina (Serraiocco), femme fatale senza braccia; l’amico Giorgio Armani detto Merda (un inedito Marco D’Amore), rasta perennemente strafatto, e Plissé (Simoncino Martucci), nano rapper abilissimo scassinatore di casseforti.

Gomez realizza il sogno di debuttare alla regia dopo 20 anni come scenografo: “Ho provato a mandare uno dei miei racconti al premio Solinas e inaspettatamente ho vinto (nel 2012). Dà lì è nato il film (coprodotto da Rai Cinema con Eliseo Cinema)”. Secondo lui “tutti abbiamo una disabilità. Per questo non mi piace usare per i personaggi il termine ‘disabili’. Conoscendo abbastanza bene il mondo della disabilità, so quanto sia pesante essere trattati con pietismo o anche paura. Ho pensato quindi di ‘maltrattarli’: nel film fanno sesso, vengono uccisi e uccidono, mi divertiva questo mondo ‘scorretto'”. Fonti d’ispirazione principali sono state Scola (il titolo rende omaggio al suo Brutti, sporchi e cattivi) e Monicelli, autori di “una commedia meravigliosa capace di parlare di situazioni disagiate terribili, ma con un occhio cinico. E ho anche pensato a Guy Ritchie”.

Santamaria non voleva che Il Papero “facesse solo ridere – spiega l’attore -. Per questo ho cercato di rendere anche il suo dolore interiore. Per lui poter avere finalmente le gambe, e indossare i camperos come il suo idolo Tex Willer, per guardare gli altri negli occhi, vuol dire pareggiare i conti”.

D’Amore, che tornerà in tv dal 17 novembre con la terza stagione di Gomorra, più che ai personaggi e i ruoli è interessato “ai temi. Per questo appena ho letto la sceneggiatura ho detto sì”. Parlando del suo ‘Merda’ la butta sullo scherzo: “Da questo ruolo ho solo ricevuto, nel caso specifico, i capelli. Il mio è stato un percorso tricologico”. Sara Serraiocco ha imparato ad usare i piedi per scrivere o per truccarsi come fa Ballerina: “Mi sono ispirata a Simona Atzori, che avevo visto allenarsi nella mia scuola di danza a Pescara. Poi mi piaceva la sfida di interpretare una dark lady senza senso di colpa, senza pudore”. Simoncino Martucci che, come il suo personaggio, è anche rapper, ha avuto la sensazione “che il ruolo fosse scritto proprio su di me. Sono stato entusiasta di portare sul grande schermo anche un po’ della mia vita”.

Nel cast fra gli altri anche Fabiano Lioi, Filippo Dini, Narcisse Mame e Aline Belibi.

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