venerdì, 20 aprile 2018

Salemme, il mio omaggio a De Filippo

Salemme, il mio omaggio a De Filippo

Roma, 20 marzo – Un omaggio a Eduardo De Filippo, il suo testo teatrale e e il film sono un ”tributo a quel modo di guardare la vita, a quei capofamiglia che non si rassegnano all’andazzo generale, come Luca in Natale a casa Cupiello”. Così Vincenzo Salemme considera Una festa esagerata, la sua ultima commedia per il palcoscenico (è attualmente in tournée) che ora è diventata anche un film, in sala dal 22 marzo con Medusa. Salemme oltre a regista è protagonista con un ottimo cast che comprende Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone e Francesco Paolantoni.

Tutto ruota intorno ai preparativi, a Napoli, in casa Parascandalo, per la festa di 18 anni di Mirea (Mirea Flavia Stellato). La mamma, Teresa (Tosca D’Aquino) non bada a spese, dal catering agli arredi, mentre il papà, Gennaro (Salemme) è più prudente ma asseconda i capricci delle donne della sua famiglia. Tutto sembra perfetto, gli invitati iniziano ad arrivare, ma arriva la notizia della morte del vicino nell’appartamento di sotto (Nando Paone). Che fare, fermarsi o continuare a festeggiare?

“Il mio personaggio , Gennaro Parascandolo è un uomo onesto, un ingenuo circondato da persone diverse da lui -spiega Salemme -. È convinto che le regole servano. Il peggior servizio reso dalla politica è di aver reso il cittadino irrispettoso della legalità. Il disprezzo della legge è la rivoluzione dei mediocri”. Oggi però l’attore e regista è preoccupato e spaventato soprattutto dal fatto che ”ogni giorno viene ammazzata una donna. Si parla tanto di immigrazione, ma sono i mariti italiani che ammazzano le loro mogli”. Invece della sua città, ”non mi piace la parte che che non si mette le cinture in auto, l’illegalità diffusa”. Oggi ”vedo Napoli più tranquilla, ma io sono un privilegiato, forse bisognerebbe parlare con la gente normale. Io la vivo come fosse un paradiso. Da questa prospettiva mi sembra migliorata, la trovo più pulita, più vivace, piena di turisti, ma credo si sia intristita, rispetto alla gioia che c’era negli anni Sessanta”.

Per rendere più agile il passaggio del testo dal teatro al cinema, Salemme firma la sceneggiatura con Enrico Vanzina, ”che ci ha aiutato moltissimo. Ha grandissima esperienza e ho con lui una certa affinità. Enrico ha dato un passo cinematografico alla storia, senza tradirne lo spirito”.

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