venerdì, 20 luglio 2018

Roma fa Festa

Roma fa Festa

Roma, 29 settembre (Fr. Palm.) – Roma fa Festa dal 16 ottobre al 24 ottobre, puntando su tre parole accentate che finiscono in “à” – qualità, discontinuità, varietà – e inaugurando un corso nuovo in tutti i sensi, ad iniziare dalla direzione artistica affidata per il primo anno ad Antonio Monda, mentre alla guida della Fondazione Cinema per Roma c’è Piera Detassis.

Tanti i cambiamenti per la manifestazione che nel 2015 spegne 10 candeline: via il concorso (l’unico premio assegnato sarà quello del pubblico) e via anche giurie e madrine, attenzione totale ai film che scendono di numero – sono 37 quelli della Selezione Ufficiale; 4 gli italiani in concorso – che hanno la priorità anche sul red carpet “perchè contano le emozioni che si provano dentro la sala, non le sfilate di moda”, come sottolinea Monda. Meno glamour e più cinema “puro” e “senza orpelli”, dunque, come lo definisce il direttore artistico che ribadisce più volte come lui e la sua squadra hanno lavorato: “Abbiamo scelto i film per noi più belli, i migliori dell’anno, anche a costo di dire qualche ‘no’ doloroso. Crediamo fino in fondo in questa selezione”.

L’Italia gareggia con Alaska di Claudio Cupellini, Dobbiamo parlare di Sergio Rubini, Lo chiamavano Jeeg Robot dell’esordiente Gabriele Mainetti e Registro di classe, libro primo 1900-1960 di Gianni Amelio, in coppia con Cecilia Pagliarani.

Cupellini ha diretto Elio Germano e Astrid Berges-Frisbey in un melodramma che inizia tra i tetti di Parigi, unendo due anime senza radici e sole, che si incontrano, si scontrano, si perdono, si amano e soffrono. Parla d’amore, ma in chiave di commedia, anche il nuovo film di Rubini, in cui recita accanto a Isabella Ragonese, Fabrizio Bentivoglio e Maria Pia Calzone, sullo schermo coppie di amici che nel corso di una nottata mettono in discussione i loro matrimoni e se stessi, tra recriminazioni e rancori. Un giovane pregiudicato di borgata è invece al centro dell’opera prima di Mainetti, interpretata da Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, che mostra cosa succede se un delinquente, un giorno, all’improvviso, scopre di essere dotato di una forza sovraumana da sfruttare come un super potere… Infine, Gianni Amelio e Cecilia Pagliarani tornano sui banchi di scuola per un film d’archivio che compie un viaggio lungo più di un secolo nel mondo della scuola, con insegnanti, alunni e genitori che raccontano i loro ricordi e le loro esperienze, le loro aspettative e le loro delusioni.

La Festa di Roma celebra poi Paolo Sorrentino proiettando, tra gli Eventi Speciali, sia il suo episodio La fortuna girato per il film collettivo Rio Eu Te Amo, sia 40 minuti inediti de La grande bellezza. Tra i maestri, Omaggi a Ettore Scola, a cui le figlie Paola e Silvia hanno dedicato Ridendo e scherzando, ai fratelli Taviani, a Pier Paolo Pasolini, a Francesco Rosi e a Sergio Corbucci. Tra le retrospettive, viene ricordato il cinema di Antonio Pietrangeli, con la partecipazione di Stefania Sandrelli che accompagnerà la presentazione de Io la conoscevo bene.

E ancora, l’Italia è presente con S is for Stanley di Alex Infascelli, storia di Emilio D’Alessandro, autista personale di Stanley Kubrick, e con Era d’estate di Fiorella Infascelli, con Giuseppe Fiorello, Massimo Popolizio e Valeria Solarino, che si vedrà per la preapertura insieme a La stoffa dei sogni di Gianfranco Cabiddu, con Sergio Rubini ed Ennio Fantastichini. E nelle tre linee di programma lanciate quest’anno, in “Work in progress” ci sono due progetti italiani in fase di realizzazione (2 di noi di Ivan Cotroneo e Liberi tutti di Luca Rea), in “Hidden City” tre pellicole sulla capitale (Tevere di Massimo Saccares, Showbiz di Luca Ferri e Filmstudio mon amour di Toni D’Angelo) e in “Riflessi” il fantascientifico Una magia saracena di Vincenzo Stango e il documentario Swinging Roma di Andrea Bettinetti.

Sul fronte straniero, si vedranno Truth di James Vanderbitt, sul rapporto tra giornalismo e politica, a cui spetta il compito di aprire la Festa, gli attesi The Walk-3D di Robert Zemeckis e Junun di Paul Thomas Anderson, Ville-Marie di Guy Edoin, con Monica Bellucci che sarà in passerella, Mistress America di Noah Baumbach, The Propaganda Game di Alvaro Longoria, Eva no duerme di Pablo Aguero, Experimenter di Michael Almereyda e i primi episodi della serie tv Fargo.

Oltre ai film, grande importanza anche ai suoi protagonisti che saranno a contatto con il pubblico ogni giorno, grazie agli “Incontri ravvicinati” con Jude Law, Wes Anderson e Donna Tartt, William Friedkin e Dario Argento, Joel Coen e sua moglie Frances McDormand, Paolo Sorrentino, Carlo Verdone e Paola Cortellesi, Todd Haynes, Renzo Piano, Riccardo Muti e Paolo Villaggio.

La Festa è pronta a tornare. Monda trova “ingenerose” le accuse di mancata identità al festival delle edizioni precedenti e dice: “Voglio lanciare un mio segno, che parte dalla qualità. Sono refrattatario alle quote, l’unica legge che seguo per prendere i film è la loro bellezza. Non importa se le anteprime non sono mondiali, abbiamo stretto alleanza con il Festival di Londra per questo, per condividere opere e regalarle al pubblico”.

Il pubblico avrà una sala in meno (non è disponibile la Santa Cecilia) e anche un giorno in meno di programmazione, ma niente paura… perchè questa “è una festa alla vita, viviamola insieme”, incita Monda, prendendo in prestito le parole di Fellini.

 

 

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