mercoledì, 23 agosto 2017

Refn e la sua fiaba horror

Refn e la sua fiaba horror

Roma, 6 giugno (Fr. Palm.) – Lui, a stupire e provocare reazioni contrastanti, ci ha da sempre abituati. Ma con The Neon Demon – passato a Cannes e ora in sala dall’8 giugno con Koch Media, in esclusiva per l’Italia grazie alla IIF dei Lucisano – Nicolas Winding Refn ha “alzato il tiro” ancora di più per quanto riguarda violenza e scene per stomaci forti, che includono anche il cannibalismo.

Il film potrebbe essere definito “un horror al femminile” o “una fiaba dark per teenager”, come aveva detto il regista sulla Croisette, data la presenza della giovane protagonista, Elle Fanning, nei panni di un’aspirante modella che va a Los Angeles per inseguire il suo sogno, la cui bellezza e vitalità saranno invidiate e risucchiate da un gruppo di donne ossessionate dall’aspetto fisico, disposte a tutto pur di impedire al tempo che passa di farle sfiorire e lasciar segni sulla pelle.

Refn ai giornalisti romani spiega di aver voluto realizzare “Un film di puro intrattenimento, che unisce horror, dramma e melò, sexy, bello, volgare e divertente, tutto insieme. Ci ho messo dentro tutto quello che si poteva e d’altronde io non faccio film, ma esperienze. E ognuno ci legge ciò che vuole”. Aggiunge Elle Fanning: “The Neon Demon è scioccante e sorprendente, spezza le regole. E i teenager amano proprio questo”.

Tutto ruota intorno al concetto della bellezza, inseguita in modo ossessivo: “Ognuno ha una sua opinione diversa sull’argomento – afferma Refn – Per alcuni può essere una cosa superficiale, per altri un oggetto di studio. Sin dalla mitologia la parola ‘bellezza’ è la più ricorrente, intesa come purezza o come esteriorità. Ma il film va oltre il femminismo, il tema non è trattato in senso politico”.

Inquadrata nel suo percorso professionale, la pellicola rappresenta una sorta di approdo: “Tutte le mie precedenti opere sono state una preparazione a questa – dichiara il regista – C’è un filo conduttore che mi ha portato fino a qui, mi incuriosisce capire come sarei stato se fossi nato una bella donna”.

E sul tipo di cinema che sceglie di fare, invece, precisa: “La mia vita è fatta di due cose, il lavoro e la famiglia. Faccio film per il futuro, da sempre. Amo l’atto creativo e fare film diversi dal modello più razionale di anni fa, ormai obsoleto. Il cinema oggi è una grande macchina che trascina tutto e con l’avvento del digitale tutti possono esprimersi”.

A proposito di futuro, tra i progetti nel cassetto, il regista anticipa che la collaborazione con la famiglia Lucisano proseguirà con Les Italiens, ma altri dettagli non sono stati svelati…

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