sabato, 23 settembre 2017

Rai Cinema: la nuova produzione

Rai Cinema: la nuova produzione

Roma, 5 aprile (Fr. Palm.) – Novità e coraggio di osare: sono queste le parole chiave sulle quali punta Rai Cinema per la produzione, investendo in opere che abbiano “innovazione e discontinuità”, come sottolinea l’amministratore delegato Paolo Del Brocco.

La società ha deciso di annunciare alla stampa cosa bolle in pentola, non solo per quanto riguarda la distribuzione di 01 e il futuro listino, che sarà presentato più avanti: tanti i film in lavorazione o che presto si gireranno, “tutti sulla strada della contemporaneità e della qualità – dice Del Brocco – L’esigenza è il cambiamento, la promozione di nuove linee di racconto e di linguaggio”. Questo significa meno commedie e più cinema del reale e d’autore, con storie personali e drammatiche, che giocano con i generi: “Questo è il futuro, la commistione di generi – aggiunge Del Brocco – Non ci sono più etichette, faremo ancora commedie e non le rinneghiamo, ma saranno diverse”.

Vediamo, dunque, cosa ci aspetterà in sala.

A breve, dal 24 aprile, uscirà La tenerezza di Gianni Amelio e tra i registi “grandi” ci sono anche i fratelli Taviani con Una questione privata, dal libro di Fenoglio, Matteo Garrone con Dogman, un western in un contesto urbano tra cronaca e temi universali, Marco Bellocchio con Il traditore, su Buscetta, Mario Martone con Capri-batterie, Daniele Luchetti con Io sono tempesta, Gabriele Salvatores con il sequel de Il ragazzo invisibile e Pupi Avati con Il Signor Diavolo, suo ritorno all’horror.

Tra gli autori da scoprire, debuttanti o alla loro opera seconda, troviamo Fulvio Risuleo con Look up, Sebastiano Riso con Una famiglia, Laura Bispuri con Figlia mia, Alice Rohrwacher con Lazzaro felice, Pietro Marcello con Martin Eden, Leonardo di Costanzo con L’intrusa, Antonio Piazza e Fabio Grassadonia con Sicilian Ghost story, Valentina Pedicini con Jenish, Roberto De Paolis con Cuori puri, Andrea De Sica con I figli della notte e Gabriele Pignotta con Otzi e il mistero del tempo.

Atmosfere pop arriveranno con Ammore e malavita dei Manetti Bros, che unisce più generi, dal musicarello all’action, dal poliziesco alla sceneggiata napoletana, Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, con Claudio Santamaria e Marco d’Amore in una versione davvero inedita, Il mio corpo vi seppellirà di Giovanni La Parola, che parla di donne briganti siciliane e guarda a Tarantino, Smetto quando voglio – Ad honorem di Sydney Sibilia e Il primo re di Matteo Rovere, che torna a Romolo e Remo per una favola riscritta e svuotata dalla leggenda, sulle pulsioni umane, Addio fottuti musi verdi di Francesco Ebbasta e A casa di Antonio Albanese.

E ancora, apertura e respiro internazionale con The leisure seeker di Paolo Virzì, che ha diretto Helen Mirren e Donald Sutherland, Il libro delle visioni di Carlo S. Hintermann, co-prodotto anche da Malick, Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli, The whale di Andrea Palloro e Land di Babak Jalali.

Oltre i confini, ci saranno Based on a true story di Roman Polanski, Il peccato di Andrei Konchalovsky, Il rapimento di Edgardo Mortara di Steven Spielberg, La stanza delle meraviglie di Todd Haynes e Works without an autor di Florian Henkel von Donnersmarck, senza dimenticare l’avventura straniera di Stefano Sollima, che ha firmato Soldado, con Benicio Del Toro e Josh Brolin.

Infine, tra i documentari, dopo il fortunato percorso di Fuocoammare di Rosi, Rai Cinema propone Nobody in this wordl is better than us di Roberto Minervini, La strada dei Samouni di Stefano Savona, Buon inverno di Giovanni Totaro e Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino.

A chi domanda qualche anticipazione sui festival, Del Brocco risponde che ad oggi non si sa nulla e che specialmente per Cannes non è facile fare previsioni. Ma qualche voce fa il nome, possibile, di Paolo Virzì…

 

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