mercoledì, 23 agosto 2017

Quando il Garda era un mare

Quando il Garda era un mare

Roma, 10 giugno (Romano Milani) – Nel 1959, dove non si sa, si incontrarono due intraprendenti cinematografari: Dino De Laurentiis e Walter Bertolazzi. Quarantenne il primo e già famoso per aver prodotto Riso amaro, Dov’è la libertà? di Rossellini e La grande guerra Leone d’oro a Venezia, pressoché suo coetaneo il secondo fondatore di una società specializzata in film di avventure marinare e soprattutto di pirati: la Bertolazzi Film che sul lago di Garda aveva ormeggiato una vera e propria flotta di imbarcazioni allestite a regola d’arte per arrembaggi e battaglie a colpi di spingarde. De Laurentiis  –  e qui veniamo al nocciolo dell’incontro – aveva prodotto nel 1954 il kolossal di Mario Camerini Ulisse, con Kirk Douglas nel peplo del conquistatore di Troia e Silvana Mangano nel duplice ruolo della fedele Penelope e della tentatrice Circe. Il film sbancò i botteghini e unica testimonianza reale delle  fantasticherie omeriche rimase il galeone utilizzato per le riprese, ormeggiato a Fiumicino da 5 anni e di cui il produttore voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, restio a pagare la somma (sconosciuta, ma forse esosa a suo avviso) che De Laurentiis gli aveva chiesto, fece un’audace controproposta andata – è proprio il caso di dirlo – in porto: se fosse riuscito a trasferire il galeone sul lago di Garda, non avrebbe pagato un soldo e la nave sarebbe stata sua. Siglato l’accordo, Bertolazzi salpò spavaldamente da Fiumicino e in una quindicina di giorni, facendo il periplo dell’Italia, approdò a Porto Levante, alla foce del Po che risalì, con non poche difficoltà, fino a Mantova. Fin qui il galeone aveva fatto quello per cui era stato costruito: navigare. Adesso si trovava a dover affrontare un elemento per lui innaturale: la terra. Per arrivare a destinazione, quindi, più che di vele aveva bisogno di ruote e ad aspettarlo, infatti, c’era già pronto un gigantesco pianale. Il viaggio, una settantina di chilometri su strade di oltre 60 anni fa, fu trionfale e si concluse felicemente a Desenzano del Garda, dove il raggiante Bertolazzi poté dare alla nave ribattezzata “Circe”, il battesimo “del lago”.

Dire che su questo caso ci si potrebbe fare un film è assolutamente scontato. Infatti ce lo hanno già fatto e anche se si tratta di un documentario, il contenuto talmente avventuroso da tenere testa alle pellicole che hanno avuto per sfondo il lago di Garda mutandone la connotazione e la collocazione geografica a seconda delle esigenze di scena. Il titolo, infatti, è Quando il Garda era un mare, di preferenza quello dei Caraibi, che fu teatro delle prodezze di Lex Barker (famoso per i suoi Tarzan hollywodiani degli anni ’50) ne La scimitarra del saraceno e ne I pirati della costa affiancato  prima dalla bomba sexi cubana Chelo Alonso e poi da Liana Orfei. Seguirono Il terrore dei mari con Don Megowan, Emma Danieli e Silvana Pampanini, Le avventure di Mary Read, primo film del regista Umberto Lenzi che scoprì e lanciò Lisa Gastoni, Il segreto dello sparviero nero ancora con Lex Barker per passare poi a  Sansone contro i pirati e poi direttamente contro il Corsaro nero. Nel 1961 Angelo Rizzoli mise in piedi la più grande produzione girata negli studi Bertolazzi, I moschettieri del mare diretta da Steno e interpretata da Anna Maria Pierangeli e Channing Pollock. Alla “Circe” fu affiancata una nuova nave la “Santa Maria”, venne inoltre costruito e allestito un villaggio caraibico e per fare le comparse vennero chiamati addirittura dei soldati di colore in forza alla base NATO di Vicenza. Il film non ebbe successo ma, in compenso (si fa per dire, vista la dolorosa conclusione) il veliero fu più galeotto che galeone: sul set infatti, si racconta sia nata  la  storia d’amore – siamo nel 1961 –  tra Anna Maria Pierangeli e il maestro Armando Trovajoli seguita dal matrimonio e dalla nascita di un figlio e conclusasi con la separazione, burrascosa. Ma assai più burrascoso fu il fortunale che si scatenò a Ferragosto del 1966 sul lago. A forza di travestirsi da Caraibi il Garda aveva finito per doversene assumere anche le caratteristiche metereologiche? L’intera flotta e tutte le attrezzature andarono irrimediabilmente distrutte segnando la fine della Bertolazzi Film.

“Quando il Garda era un mare” oltre ad essere il titolo del documentario, lo è anche della mostra allestita nella romana Casa del cinema che presenterà fotobuste, locandine, manifesti, fotografie inedite ed altro materiale recuperato attraverso un certosino lavoro di ricerca in archivi e mercatini e grazie alla collaborazione di decine di persone che hanno messo a disposizione fotografie fino adesso rimaste chiuse negli album di famiglia. Firmano l’iniziativa Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet con il Centro Culturale “La Firma” di Riva del Garda.

 

 

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