mercoledì, 22 maggio 2019

Prosecco in giallo

Prosecco in giallo

Roma, 29 ottobre (Fr. Pierl.) – Lo stralunato ma telentuoso neoispettore Stucky è il personaggio interpretato brillantemente da Giuseppe Battiston in Finché c’è prosecco c’è speranza, commedia gialla tratta dall’omonimo libro di Fulvio Ervas (edito da Marcos y marcos), che debutta in Panorama Italia Kino/Alice alla Festa del cinema di Roma, per poi uscire in sala il 31 ottobre con Parthenos. Nel cast, fra gli altri, anche uno strepitoso Teco Celio (nei panni di un ‘folle’ che parla con i morti) Liz Solari, Roberto Citran, Babak Karimi, Silvia D’Amico e Rade Serbedzija.

”Le colline del prosecco sono la mia terra e dopo 12 anni a New York – spiega Padovan, già autore di corti e pubblicità – quando non vivi da tanto tempo in un posto, e ci torni, te ne reinnamori, come fanno i turisti. Questo film cattura questo sguardo da innamorato ma anche da conoscitore di quelle zone”. La trama prende il via dal plateale suicidio in un cimitero del conte Desiderio Ancillotto (Serbedzija), grande vignaiolo e produttore di prosecco. Una morte seguita da misteriosi omicidi, legati, si scopre, alla presenza di un cementificio che sta inquinando la terra e le persone. Tra interessi finanziari e salvaguardia dell’ambiente, Stucky, che ha ancora un grande dolore da elaborare, cerca di trovare il filo rosso che collega gli eventi.

Una delle parole d’ordine della storia ”è ricerca di giustizia – aggiunge Padovan, che ha fra i suoi modelli Carlo Mazzacurati -. I cattivi qui sono dei buoni con dei sensi di colpa”.

”Il film mescola la struttura del giallo all’evoluzione intima e emotiva di alcuni personaggi in maniera molto matura e misurata. Tutti hanno una doppia vita e un proprio mondo – spiega Battiston -. Un altro tema forte è il rapporto perduto con il proprio territorio. Sulle colline del prosecco c’è chi coltiva le vigne con coscienza e chi lo fa solo guidato da uno spirito industriale, causando gravi danni”.

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