sabato, 16 novembre 2019

Proietti, da Attraverso i miei occhi a Mangiafuoco per Garrone

Proietti, da Attraverso i miei occhi a Mangiafuoco per Garrone

Roma, 5 novembre (Fr. pierl) – “Questo film è una grande metafora, come sarebbe più facile avere rapporti se assomigliassimo più ai cani. In loro non c’è odio, voglia di rivalsa, solo lealtà e fedeltà”. Lo dice Gigi Proietti, parlando di Attraverso i miei occhi, la dramedy di Simon Curtis, in sala dal 7 novembre con 20th Century Fox, dove torna doppiatore come voce italiana di Enzo, un saggio golden retriever (in originale doppiato da Kevin Costner).
Il film, tratta dal bestseller di Garth Stein, L’arte di correre sotto la pioggia. racconta, il legame simbiotico del golden retriever con il suo padrone/migliore amico Denny (Milo Ventimiglia), pilota automobilistico, che l’ha preso cucciolo. Insieme, in un viaggio lungo una vita attraversano gioie, come l’amore che nasce fra Denny e Eve (Amanda Seyfried), poi moglie del pilota e madre della figlia Zoe, ma anche drammi famigliari. Nel cast, fra gli altri, Martin Donovan e Kathy Baker “Questo cane ci insegna qualcosa che noi umani non sempre rispettiamo, cioè che amare significa volere il bene dell’altro e fare di tutto per non farlo soffrire – spiega Proietti – Personalmente “non penso di avere la saggezza di Enzo. Non mi sento uno che possa insegnare ad altri, non mi sento maestro di vita, anche se a volte qualcosa mi è capitato di dire, anche stancando chi mi è vicino, come le mie figlie o quando avevo la scuola di teatro, i miei allievi…Poi magari dopo qualche anno mi hanno chiamato per dirmi che avevo ragione”.

Proietti, come il protagonista (umano) del film, ama molto gli animali: “Avendo un grande giardino, oltre a cani e gatti, che adoro, ne abbiamo avuti a casa di più specie, compreso un piccione. La mia compagna l’aveva comprato a Ponza da una signora per non farlo finire in padella. Apparteneva a una razza che non volava, l’avevamo chiamato ‘Poro Toto’. Finché passeggiava in mezzo agli altri è andato bene, ma appena ha provato a svolazzare… – spiega l’attore in un racconto trascinante simile a quello dei suoi spettacoli -. Il mio animale preferito però è la gracula, il merlo parlante, ne ho avuti vari. Uno imitandomi mi ha anche fatto capire quanto fosse antipatico il mio modo di rispondere al telefono”.

Il doppiaggio è fin dall’inizio della sua carriera un compagno di strada, mentre di cinema, come attore, “ne ho fatto poco, anche perché mi offrivano sempre le stesse parti”. Oggi “mi sembra il cinema si stia televisizzando sempre di più, i film restano poco in sala, risente molto della concorrenza dei grandi seriali – commenta -. Il nostro cinema ha molti buoni attori ma è un po’ piccolo a livello di storie. Comunque non si può generalizzare, ci sono delle eccezioni”. Tra queste, c’è Matteo Garrone, per cui ha appena interpretato Mangiafuoco in Pinocchio (in uscita a Natale): “sono stati solo tre giorni, ho lavorato con un regista straordinario che viene da un altro pianeta – dice -. E’ stata un’esperienza bellissima”. Da quanto fa intendere, potremmo rivederlo presto anche in tv: “Tornerò sicuramente, con una fiction, o magari qualche show anche se sono stancanti – accenna -. Mi sono arrivate varie proposte, ho anche idee mie per delle storie, ma sono ‘inturcinate”’. Quanto agli impegni con il teatro, spiega che sta cercando di tenersi “stretta la direzione artistica del Silvano Toti Globe Theatre, perché è una di quelle cose che ho fatto per Roma e sento che resta. Fra tutti i teatri che ho diretto o rilanciato, il Globe è forse la cosa più importante, perché è una struttura che prima non esisteva. E’ nato come un fungo in mezzo alla città, e continua ad avere un successo enorme”.

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