sabato, 26 settembre 2020

Premio Verdone, finalisti Godano, De Paolis e Padovan

Premio Verdone, finalisti Godano, De Paolis e Padovan

Roma, 4 aprile (Fr. Pierl) “Ogni fratello ha un suo metro di giudizio. Per quanto mi riguarda, non sono interessato tanto a come un film viene girato, alle inquadrature con voli pindarici. Mi piace vedere una storia compatta, una sceneggiatura ben scritta, una direzione attori efficace. I virtuosismi non mi interessano, puoi fare movimento anche con la macchina fissa se sai ben dirigere gli interpreti. Per me contano l’idea, il soggetto, la mano salda del regista nel tenere racconto da inizio a fine”. Lo spiega Carlo Verdone, parlando delle scelte fatte con i fratelli Silvia e Luca per la nona edizione del premio Mario Verdone, assegnato ogni anno durante il Festival del cinema europeo di Lecce, a un giovane autore (massimo 40 anni) che con la sua opera prima si sia distinto nell’ultima stagione cinematografica. Finalisti di quest’anno sono Cuori puri di Roberto De Paolis, Moglie e marito di Simone Godano e Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan.

Il premio (istituito dal Festival, con il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Sngci, in accordo con la famiglia Verdone) per il secondo anno consecutivo viene attribuito anche un riconoscimento speciale che stavolta andrà a I figli della notte di Andrea De Sica, tenuto fuori dalla competizione “per evitare ogni conflitto di interesse visto che Silvia fa parte anche della famiglia De Sica (è moglie di Christian, zia di Andrea, ndr). I figli della notte è un bellissimo film e se non ci fosse stato questo legame, sarebbe potuto finire benissimo tra i tre finalisti” ha detto Verdone.

Leggi anche