lunedì, 21 agosto 2017

I Poveri ma ricchi di Brizzi

I Poveri ma ricchi di Brizzi

Roma, 12 dicembre (Fr. Palm.) – Per il suo decimo film, Fausto Brizzi parte dalla commedia francese Les Tuche e con Poveri ma ricchi porta al cinema uno dei temi inseguiti fin dai tempi di Miseria e nobiltà: i soldi fanno la felicità? A chiederselo, nel film che la Warner distribuisce dal 15 dicembre, è la famiglia Tucci, umile e verace, che abita in un piccolo paese del Lazio, investita all’improvviso da una vincita milionaria che inevitabilmente rivoluziona e sconvolge la loro vita.

Nei panni dei genitori ci sono Christian De Sica (diretto per la prima volta da Brizzi, che ha firmato la sceneggiatura con l’amico di sempre Marco Martani) e Lucia Ocone, mentre Enrico Brignano interpreta il fratello della moglie e Anna Mazzamauro la loro madre. I figli sono due, una femmina adolescente e un bambino di 8 anni, a cui è affidato lo sguardo con cui viene vista – e filtrata – la storia.

Cento milioni sono tanti, tantissimi. La famiglia, all’inizio, vuole tenere segreta la notizia, ma quando è impossibile tenerla sotto silenzio, la decisione è soltanto una: lasciare la loro realtà e trasferirsi a Milano, iniziando una nuova vita agiata. Ogni desiderio e sfizio può essere soddisfatto, quando si possiedono tutti quei soldi. Ma i soldi, si sa, possono anche dare alla testa…

“Questo è un ritratto non sociologico ma sociale dell’Italia di oggi – afferma Brizzi – I nuovi ricchi sono cambiati rispetto al passato, sono morigerati e non ostentano, quasi si nascondono e hanno uno stile ‘low profile’. Il protagonista cavalca un po’ l’onda di Trump, un ricco cafone che assomiglia per metà a lui e per metà all’ex giocatore della Roma Rudi Völler”.

Il film, per Brizzi, può essere accostato ad una favola: “E’ come una super Cenerentola, in cui tutto è osservato dall’alto dal bambino, che ha un’anima buona e può permettersi anche di essere cattivo – spiega il regista – Il film è stato per me l’occasione per virare dal registro sentimentale a quello comico e non si tratta di un remake, è un adattamento di una vicenda che abbiamo modellato sulla nostra realtà italiana”.

Parlando degli attori, Brizzi aggiunge: “Con De Sica c’è stato un lungo corteggiamento, gli avevo offerto già vari ruoli, mai non avevamo ancora mai lavorato insieme per motivi contrattuali. Sono contento che anche le donne abbiano centralità, perchè grazie a Lucia Ocone e ad Anna Mazzamauro ci sono anche delle risate al femminile e questa è una piccola novità, nel panorama dei film natalizi”.

“Questo è uno dei film più divertenti che mi sia capitato di fare ultimamente – commenta De Sica – Io sono la spalla brillante di Brignano, che fa il comico ed è bravissimo. Volutamente scelgo di girare un film all’anno e non di più, credo sia il motivo per ‘durare’ sulla scena, spaziando anche tra televisione e teatro”. Brignano fa una riflessione sul legame che il nostro paese ha con la ricchezza: “Sin dai tempi della guerra, l’unica medicina per combattere le difficoltà è l’ironia o l’autoironia – sottolinea – Il film è rivoluzionario per questo, perchè tratta del divario tra ricchi e poveri in tempi in cui il fisco ci divora ed esiste una tassa sul lusso. Ed è una contraddizione, perchè in Italia costruiamo le barche più costose ed esportiamo la moda e il buon gusto, ma i ricchi vengono additati come Satana. La ricchezza, qui da noi, non si può ostentare”.

Qualcuno già si chiede se torneranno sullo schermo le vicende della famiglia Tucci: “Parla il pubblico e noi ci speriamo, se gli incassi saranno buoni – risponde Brizzi – In Francia il sequel è già uscito e ha avuto successo, quindi…”.

 

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