sabato, 20 luglio 2019

Poker di italiani al TFF

Poker di italiani al TFF

Roma, 20 novembre (Fr. Palm.) – Al via la 33.ma edizione del Torino Film Festival, che quest’anno parla molto italiano, schierando in concorso un poker di film provenienti dal nostro paese: Colpa di comunismo di Elisabetta Sgarbi, Mia madre fa l’attrice di Mario Balsamo, I racconti dell’orso di Samuele Sestieri e Olmo Amato e Lo scambio di Salvo Cuccia. Dedicato ad Orson Welles, omaggiato anche nella locandina, il festival, anche quest’anno con la direzione artistica di Emanuela Martini, si è aperto nel segno delle donne con Suffragette di Sarah Gavron e propone 158 lungometraggi, di cui 47 opere prime e seconde e 50 anteprime mondiali. Guest director è Julien Temple e nel ruolo di madrina c’è Chiara Francini.

Filo conduttore delle opere, storie autobiografiche, ricerca delle proprie origini e rapporti con i genitori, come sottolinea la Martini, soddisfatta della forte presenza italiana in competizione: “Anche a Cannes c’erano quattro italiani – dice – Ci chiedono come abbiamo fatto a trovare tante pellicole, semplicemente basta cercarle in aree non battute dai festival principali e tra produzioni alternative”.

Con Colpa di comunismo, la Sgarbi si muove tra documentario e finzione per raccontare di tre donne rumene che vivono in Italia da tempo, facendo le badanti, finchè due di loro non perdono il lavoro e decidono di fare un viaggio tra Marche e Polesine, per trovare una nuova occupazione. Balsamo, vincitore del Premio della giuria a al TFF30 con Noi non siamo come James Bond, parla sullo schermo di sua madre Silvana Stefanini, che è stata attrice negli anni ’50, firmando un film-ritratto tra Edipo e cinefilia. I giovanissimi Sestieri e Amato hanno unito videogame e fiaba, fantasy e sperimentalismo per il loro esordio naif, finanziato col crowdfunding, mentre Cuccia ha realizzato un thriller psicologico liberamente ispirato a una storia vera e ambientato nella Palermo degli anni ’90.

Nella sezione “Festa Mobile”, invece, Gianni Zanasi presenta La felicità è un sistema complesso, con Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston e Hadas Yaron, commedia amara che ha per protagonista un avvocato specializzato nel convincere i manager ad abbandonare le aziende prima di portarle al fallimento, che dovrà occuparsi due ragazzini che hanno ereditato l’attività di famiglia e che sconvolgono i piani del CdA. E ancora, a rappresentare l’Italia ci sono Antonia di Ferdinando Cito Filomartino, sugli ultimi dieci anni di vita della poetessa Antonia Pozzi, Bambini nel tempo di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, viaggio attraverso l’immagine dell’infanzia a partire dagli anni ’50, costruito con i materiali delle Teche Rai, Oggi insieme domani anche di Antonietta De Lillo, il suo nuovo “film partecipato” che è un’inchiesta sull’amore ai tempi della crisi, Luce mia di Lucio Viglierco, sulla malattia dell’autore, la leucemia mieloide, Prima che la vita cambi noi di Felice Pesoli, viaggio tra i beatnik e i figli dei fiori di Milano e dintorni negli anni ’60 e ’70, in Ritorno a Spoon River di Nene Grignaffini e Francesco Conversano e il documentario Borsalino City di Enrica Viola, incentrato sul cappello più famoso del mondo.

La sezione ospita poi i restauri a cura del CSC-Cineteca Nazionale di Giulietta degli spiriti di Federico Fellini – con quasi 15 minuti in più rispetto all’originale – e di Terrore nello spazio di Mario Bava, accompagnato dal regista Nicolas Winding Refn. In cartellone, inoltre, anche i restauri di West and Soda di Bruno Bozzetto e di Tragica alba a Dongo di Vittorio Crucillà, restaurato dal Museo del Cinema di Torino.

Nella sezione “Palcoscenico”,  due i titoli italiani: la commedia nera Morituri di Daniele Segre, sull’incontro/scontro di tre donne al cimitero, e Sexxx di Davide Ferrario, sull’omonimo spettacolo ideato dal coreografo Matteo Levaggi, che – informa la Martini – ha sollevato la curiosità della star Madonna, che proprio nei giorni del festival sarà a Torino per alcune date del suo tour. In “Italiana.doc” ci sono nove film italiani, tra cui cui Dustur di Marco Santarelli e Vincenzo da Crosia di Fabio Mollo, in “Italiana.Corti” undici opere brevi e cortometraggi e della sezione “Onde”, che ruota intorno al tema dell’identità, fa parte anche Pompei Eternal Emotion di Pappi Corsicato.

Tra gli altri appuntamenti, il Premio Cipputi compie 20 anni e Francesca Comencini – che nel 2007 vinse con Fabbrica il premio per il Miglior film sul mondo del lavoro – riceve quello alla carriera.

 

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