lunedì, 21 giugno 2021

‘Pizza Panic’ del Csc vince il Premio Claudio Nobis 2021 per il corto

‘Pizza Panic’ del Csc vince il Premio Claudio Nobis 2021 per il corto

Roma, 11 giugno – Il progetto Pizza panic, degli allievi della Scuola Nazionale di Cinema, Centro Sperimentale di Cinematografia, è la sceneggiatura vincitrice della seconda edizione del Premio Claudio Nobis 2021, promosso in collaborazione con il Sngci e dedicato agli studenti di cinema.

Il Premio, deciso dalla Giuria dei Giornalisti Cinematografici Italiani (Sngci), consiste in una ‘borsa’ di cinquemila euro messa a disposizione dalla Fondazione Claudio Nobis, quattromila dei quali destinati alla Scuola (finalizzati alla produzione del corto) e mille di rimborso diretto agli autori, Leonardo Malaguti e Luca Murri Fabiano che firmano una sceneggiatura premiata dalla Giuria “per l’audacia della trama che si muove volutamente tra nonsense e grottesco, uscendo dagli schemi della convenzionalità”. La premiazione sarà insieme a quella dei documentari e con i ‘corti d’argento’ a Roma giovedi 17 giugno (ore 19) alla Casa del cinema

La sceneggiatura di Pizza panic, una commedia all’insegna dell’humour nero è stata selezionata tra gli oltre quaranta progetti inviati dagli studenti di undici Scuole di Cinema, dalle grandi Accademie ad alcuni Istituti e scuole pubbliche e private di diverse città italiane e scelta in una ‘cinquina’ finalista della quale fanno parte, con Pizza Panic, Bonzo, un progetto di animazione di Simone Sarnataro, Laura De Luca ed Helma Nocera, presentato dalla Scuola di sceneggiatura Leo Benvenuti dell’Anac (Roma), Laguna Hotel di Elena d’Ugo (Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, Roma), Una pistola per due di Giorgia Conigliaro dell’Accademia del Cinema Renoir (Firenze) e 1×2 di Francesca Cassanelli (IULM-Milano).

Una menzione speciale della Giuria è andata a To bully or not to bully di Alessandro Dell’Aguzzo dell’Istituto Rossellini (Roma), il più giovane concorrente di quest’edizione del Premio premiato per una sceneggiatura che “affronta temi centrali nel mondo degli adolescenti: il bullismo, la difficoltà di convivere con un’immagine che diventa un bersaglio fino al rifugio nel mondo virtuale dei videogiochi, non sempre un terreno di alienazione dalla realtà”.

“È sempre una grande gioia poter permettere ai giovani la realizzazione di un loro progetto e la Fondazione Nobis, nei suoi tre anni di vita, continua ad operare proprio per sostenere le idee e la cultura di ragazze e ragazzi – studenti appassionati di Cinema, Teatro, Giornalismo -. Ci auguriamo che il nostro supporto sia uno strumento in più per dare concretezza a tanti sogni ai giovani che studiano con l’obiettivo di diventare nuovi protagonisti di un mondo che amiamo” è il commento di Elena Croce, Presidente onorario della Fondazione Claudio Nobis.

A seguire vincitori e cinquina finalista con le motivazioni della Giuria:
La sceneggiatura vincitrice
Pizza Panic di Leonardo Malaguti, Luca Murri Fabiano
Per l’audacia della trama: una commedia ‘nera’ che si muove tra nonsense e grottesco, uscendo dagli schemi della convenzionalità.

In ‘cinquina’ finalista anche
-Bonzo di Simone Sarnataro, Laura De Luca, Helma Nocera
Perché in un corto animato dal messaggio universale, in grado di far riflettere anche i più piccoli su un tema delicato e importante come la diversità.
-Laguna Hotel di Elena d’Ugo
Per aver trasformato le fantasie deliranti di un ragazzo in un thriller avvincente, particolarmente curato nei dialoghi.
-Una pistola per due di Giorgia Conigliaro
Per l’originalità dimostrata dall’autore nel dare corpo e anima alla fantasia di un bambino rendendo più leggera una realtà drammatica, dura da affrontare.
-1X2 di Francesca Cassanelli
Per aver indagato fino a che punto le “leggi della sopravvivenza” possono spingerci a trasformare i nostri comportamenti.

Con una menzione speciale, oltre la ‘cinquina’ al progetto più giovane:
To bully or not to bully di Alessandro Dell’Aguzzo
Perchè affronta temi centrali nel mondo degli adolescenti: il bullismo, la difficoltà di convivere con un’immagine che diventa un bersaglio fino al rifugio nel mondo virtuale dei videogiochi, non sempre un terreno di alienazione dalla realtà.

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