lunedì, 25 settembre 2017

Più spettatori? Grazie, Checco

Più spettatori? Grazie, Checco

Roma, 15 luglio (r.cin.) Conferme anche dall’Ente dello Spettacolo sul consuntivo dell’ultima stagione cinematografica che, come emerge anche dai dati Anica e MiBACT – si è chiusa per il cinema italiano con una quota di mercato del 20,74%, la più bassa degli ultimi dieci anni, contro il 60.97% dei film americani (nel 2014 il rapporto era di 27,19% contro 50,22%).  Un dato negativo, non c’è dubbio. Che sembra,però, già rovesciato nei primi mesi del 2016 iniziato comunque meglio grazie all’effetto Checco Zalone. Così dimostra l’ottava edizione del ‘Rapporto. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia’, ricerca a cura della Fondazione Ente dello Spettacolo che rielabora i dati della Direzione Generale Cinema MiBACT e di altre istituzioni, per analizzare ogni anno lo stato di salute del cinema italiano, indicare trend e suggerire possibili ‘correttivi’ alle strategie. Aumentati sensibilmente gli incassi anche se non è andata bene al cinema italiano che al botteghino ha fatto registrare una flessione: -15% di ricavi in sala e -16% di presenze rispetto al 2014.

La presentazione dei dati alla Casa del Cinema dal curatore scientifico Redento Mori e da Bruno Zambardino in attesa del volume, ancora in stampa, che sintetizzerà i risultati. Secondo Mori una trentina di film determinano l’andamento di tutto il mercato e  50 raccolgono il 60% delle presenze. “Il mercato” ha detto “va sempre più verso i campioni di incasso, mentre i prodotti a basso costo, cioè sotto 1,5 mln di budget, sono il 60% della produzione, ma low cost significa bassa resa”. Altro dato significativo riguarda l’importanza delle medie imprese: sono 110 e producono un valore aggiunto di 598,7 mln di euro, sono loro che fanno il film italiano.

Nicola Borrelli, DG Cinema del MiBACT, ha sottolineato come la legge in discussione in Senato, e che dovrebbe arrivare all’approvazione nel prossimo autunno, cerchi di ovviare a questa fotografia del cinema italiano  come un settore “piccolo e rattrappito”. “Siamo piccoli in termini di fatturati, il numero dei biglietti è lo stesso da 20 anni, oscillando attorno ai 100 milioni, mentre il numero dei film distribuiti aumenta e i budget dei film italiani sono più bassi rispetto ai competitor stranieri. Più del 50% della popolazione non va mai al cinema, neanche una volta. Insomma, i risultati delle aziende non sembrano legati al rendimento dei film. Viviamo in stallo da una ventina di anni, ma quando si parla di crescita della dimensione delle imprese sembra di dire una parolaccia. Perché – si chiede ancora Borrelli – non esistono ricerche sui gusti del pubblico, non ci sono ricerche di mercato? Probabilmente perché il risultato economico non è una variabile che stia a cuore a buona parte della filiera. In Francia i contributi pubblici sono più alti ma il sostegno statale è stato utilizzato per rafforzare la capacità delle imprese, non per polverizzarle. Il Ddl Franceschini vuole favorire un percorso di crescita degli operatori e si pone come obiettivo il rapporto con il pubblico. Si passerà da 200 mln a 400 mln di euro come investimento, ma cercando di correggere altre anomalie, anche rispetto alle tv. L’obiettivo è internazionalizzare e far crescere l’occupazione nel settore”.

Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, ha sottolineato l’importanza della produzione culturale criticando pero’ l’esercizio: ” Rai Cinema ha colto l’esigenza di cambiare linea editoriale optando per il cinema del reale che si è imposto anche all’estero, anche se non dà riscontri economici immediati”. Tra gli interventi i Mario Mazzetti dell’Agis Anec, Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, Cosetta Lagani Head di Sky 3D, Maria Giuseppina Troccoli, dirigente del MiBACT che ha sottolineato le criticità nella internazionalizzazione del prodotto e l’importanza della strategia di collaborazione con Anica e Ice con interventi mirati.  Tra i dati positivi del Rapporto, l’aumento degli investimenti in nuove opere e la crescita dell’apporto dei capitali attraverso lo strumento di agevolazione fiscale del credito d’imposta. Sesto al mondo e secondo in Europa per numero di schermi (5.044), il circuito dell’esercizio ha registrato nel 2015 un incremento di incassi e di spettatori. Comunque il 49,7% degli italiani (rispetto al 48,0% del 2014) è andato al cinema almeno una volta. Per il secondo anno il pubblico femminile ha superato quello maschile.

 

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