sabato, 23 settembre 2017

Acqua di marzo che fa crescere

Acqua di marzo che fa crescere

Roma, 18 aprile – Arriva in sala dal 20 aprile, dopo la presentazione ad Alice Nella Città in Kino Panorama Italia al Festival di Roma, Acqua di marzo di Ciro De Caro, che torna al cinema quattro anni dopo l’esordio con Spaghetti Story. Il film, distribuito dalla Mediterranea Productions di Angelo Bassi e prodotto dall’ALBA 3000, è interpretato da Roberto Caccioppoli, Rossella D’Andrea, Claudia Vismara, Nicola Di Pinto, Anita Zagaria, Gianni D’Andrea e Sara Tosti.

Al centro della vicenda, una generazione precaria che fatica a muoversi in una società che non offre molte possibilità, che però ha desiderio – e necessità – di cambiare, di “fare il salto”, di crescere e di affrancarsi. E trovare la propria strada.

Libero è un musicista che collabora con un’agenzia di pubblicità e vive insieme a Francesca, che vuole fare l’attrice. La loro relazione si trascina stancamente, non tanto per la fine del sentimento, quanto per il malessere dovuto alla frustrazione lavorativa, che ha logorato entrambi. Uno scossone arriva quando la madre di Libero lo chiama perchè la nonna sta per morire e lui decide di partire per il suo paese d’origine, Battipaglia. Qui rivede una ex compagna di scuola, Neve, separata e con figlia e affronta il suo passato… riuscirà a ripartire da qui e a vedere finalmente un futuro?

De Caro, che ha firmato la sceneggiatura con Rossella D’Andrea ed Enrico Settimi, spiega che il film “parla del coraggio di andare fino in fondo, delle tante piccole ipocrisie che ci raccontiamo per andare avanti e di come il tempo, prima o poi, ci metta tutti con le spalle al muro. Parla dei figli che non riescono a smettere di essere figli anche se in apparenza sembrano maturi e indipendenti, dei genitori che non riescono a smettere di essere genitori. Parla di temi importanti, di fine vita, della prepotenza e invadenza della generazione che viene prima della nostra e che impedisce, per mancanza di fiducia, per un eccessivo senso di protezione, per avidità, alle nuove generazioni di provare, di sbagliare e di prendere in mano il futuro che gli appartiene”.

 

 

 

Leggi anche