giovedì, 18 luglio 2019

Pieraccioni e la fata Morgana

Pieraccioni e la fata Morgana

Roma, 30 novembre (Fr. Palm.) – Era il 1995 quando esordì con I laureati e pensare che Leonardo Pieraccioni credeva che quella sarebbe stata la sua unica incursione nel cinema… eppure, da allora, sono passati 20 anni e 11 film, fino ad arrivare a Il professor Cenerentolo, suo ultimo lavoro in cui duetta con Laura Chiatti, in sala dal 7 dicembre con 01. Del cast, tra gli altri, fanno parte anche Flavio Insinna, Davide Marotta e il fedelissimo Massimo Ceccherini.

I laureati nacque dopo tanti corti girati con telecamere ridicole, con la speranza usare almeno una volta la pellicola – racconta il regista, che ha firmato la sceneggiatura con l’amico Giovanni Veronesi e Domenico Costanzo – Credevo fosse l’apice della mia carriera, era già una vittoria che il film fosse uscito in due copie a Firenze Sud e Firenze Nord. Invece poi andò nelle altre città toscane e a Roma e per me, che ero un cabarettista, fu bellissimo. In questi 20 anni devo assolutamente ringraziare il pubblico, che è stato sempre generoso”.

Dopo tanti personaggi romantici in cerca della donna ideale, questa volta Pieraccioni è Umberto, finito in carcere per aver tentato di rapinare una banca. Sconta la prigione a Ventotene, presto uscirà e intanto ha dei permessi per andare di giorno a lavorare nella biblioteca del paese. Qui, d’estate, conosce Morgana, animatrice che fa ballare i turisti per le vie dell’isola, imprevedibile e un po’ folle. All’inizio crederà che Umberto non sia un detenuto e scoprire ad un certo punto la realtà non le farà piacere. Lui, però, saprà come farsi perdonare la bugia e anche come recuperare, grazie al suo aiuto, il rapporto con sua figlia…

“Ho raccontato questo 50enne in difficoltà pensando ad un amico idraulico che dopo aver fatto un lavoro in un albergo non è stato pagato ed è fallito – spiega Pieraccioni, che per la prima volta ha collaborato con Marco Belardi, che ha prodotto la pellicola con la sua Lotus – Sono partito dall’idea di un fallimento non per colpa propria e poi mi sono ispirato ai film che amo di più, come I soliti ignoti. Le bande di disgraziati mi hanno sempre intrigato”.

L’amore non è il nucleo della storia: “Il vero colpo del film è recuperare la figlia – aggiunge – La presenza di Laura, che è come fata Morgana, non serve per i sentimenti ma per qualcosa di più nobile”.

La Chiatti ha amato il suo personaggio: “Di solito nelle commedie la donna fa da spalla, non mi era mai capitato di interpretare un ruolo solido, ben scritto – sottolinea l’attrice – Morgana mi è stata cucita addosso, è fragile e dolce, una fatina che arriva per risolvere la vita di Umberto ma anche lui la risolverà a lei. Anche se è un po’ bipolare e ambigua nell’esporsi, è una donna positiva”.

E come è stata essere diretta da Pieraccioni? “È il regista con cui mi sono trovata meglio – dichiara – E’ leggero, intelligente, mantiene la concentrazione ma si permette anche ‘il cazzeggio’. Un approccio così al lavoro è il massimo”.

 

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