martedì, 29 settembre 2020

Per Lee una tragedia “rap”

Per Lee una tragedia “rap”

Berlino, 16 Febbraio (red.cin) – Con  Chi-Raq, Spike Lee fuori concorso alla Berlinale, dice subito già sullo schermo: “Le persone a Chicago muoiono come mosche per via della violenza e della guerra tra bande. Tra il 2001 e il 2015 ne sono morte 7.356. Nel 2016, e siamo all’inizio, 53.”

A sentire  John Cusack, che nel film interpreta il ruolo di un predicatore antiviolenza. “Una vera guerra” che ha fatto solo nell’ultima settimana una ventina di nuove vittime. Cosa significa il titolo del film? Chiamano Chi-Raq in slang come fosse l’Iraq la zoma sud della città particolarmente colpita dalla nuova ‘guerra’ . E già questa è una notizia. La seconda è che Spike Lee è partito da molto lontano richiamandosi alla tragedia greca e in particolare alla Lisistrata di Aristofane, con riferimenti evidenti, fino allo ‘sciopero del sesso’ e agli stessi nomi dei protagonisti, o, ancora al modo in cui sono costruiti i dialoghi, ritmati come ai tempi della metrica greca ma con il senso più vicino a quello di un rap.

E’ del resto un rapper (Nick Cannon) che interpreta uno dei ruoli principali e dice a Berlino: “Spike ha sempre amato il ritmo e la musica comunque sarà accolto dalla critica noi, per dirla con lui,  sappiamo di aver fatto la cosa giusta condividendo una denuncia importante.”.  Visto che proprio lui e la moglie hanno annunciato che non andranno agli Oscar® scandalizzati dall’assenza di candidati al premio tra gli attori ‘neri’ la domanda  arriva puntuale, cìè altreìttanto puntuale una risposta ‘politica’ neanche molto tenera nei confronti di Obama: “Oltre l’Academy è ormai un dato che i bianchi siano in minoranza demografica e se l’industria non ne terrà conto sarà un disastro”.

(foto di Parrish Lewis)

 

 

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