giovedì, 19 maggio 2022

Paolo Taviani, in Leonora addio il soffio di Vittorio sempre con me

Paolo Taviani, in Leonora addio il soffio di Vittorio sempre con me

Roma, 15 febbraio – Alla mia età, Vittorio è sempre con me, come lo era il suo soffio in questo film”. Lo dice Paolo Taviani parlando del fratello Vittorio (scomparso nel 2018) e del suo nuovo film, Leonora Addio con Fabrizio Ferracane, Matteo Pittiruti, Dania Marino, Dora Becker e Claudio Bigagli unico titolo italiano nel concorso internazionale del Festival di Berlino e in sala dal 17 febbraio con 01 Distribution. Si racconta il rocambolesco viaggio delle ceneri di Pirandello da Roma ad Agrigento, fino alla tribolata sepoltura avvenuta dopo quindici anni dalla morte. E a chiudere il film, l’ultimo racconto di Pirandello scritto venti giorni prima di morire: “Il chiodo” dove il giovane Bastianeddu,strappato in Sicilia dalle braccia della madre e costretto a seguire il padre al di là dell’oceano, non riesce a sanare la ferita che lo spinge a un gesto insensato.

“L’idea risale a quando abbiamo completato Kaos: il racconto delle “ceneri di Pirandello” avrebbe potuto concludere il film. Non era una novella di Pirandello, ma la storia ci fece comprendere come sarebbe stato possibile fare una novella nostra che nascesse dallo stesso humus dei racconti pirandelliani – spiega -. Le risorse però erano finite e il progetto fu rimandato”. Pirandello “scrive ‘Il chiodo’ e non sa che saranno gli ultimi giorni della sua vita. In genere alla conclusione dei suoi racconti anche le cose più tragiche si salvano nel sarcasmo e nell’ironia, in questo no – aggiunge -. Pirandello muore con una visione molto più tragica di tutti i finali delle sue opere. La vittima è una delle bambine che si scontrano come animaletti l’una contro l’altra. Ho avuto la fortuna di trovare le interpreti giuste, che partecipavano quasi violentemente alla scena, salvo poi riderne assieme. E vittima è anche il ragazzino che rivive l’insanabile dolore dell’emigrato”.

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