lunedì, 24 luglio 2017

Orecchie dai festival alla sala

Orecchie dai festival alla sala

Roma, 11 maggio – Di strada, nei festival, ne ha fatta Orecchie di Alessandro Aronadio, apprezzato e premiato alla Mostra di Venezia, al Monte-Carlo FF de la Comédie e al Bif&est. Adesso il film, scritto dallo stesso regista e interpretato, tra gli altri, da Daniele Parisi Silvia D’Amico, Pamela Villoresi, Ivan Franek, Rocco Papaleo, Piera Degli Esposti, Milena Vukotic, Andrea Purgatori, Massimo Wertmuller, Francesca Antonelli, Niccolò Senni e Re Salvador, arriva al pubblico dal 18 maggio, con 102 Distribution.

Nato grazie alla Biennale College, Orecchie ha per protagonista un professore di filosofia precario (Parisi) che una mattina si sveglia con un fastidioso fischio alle orecchie. Ad agitarlo c’è anche il messaggio che gli ha lasciato la fidanzata Alice (D’Amico) nel quale gli annuncia la morte del suo caro amico Luigi, di cui lui però proprio non si ricorda. E’ l’inizio per il professore di una giornata tra sogno e incubo, fatta di strani incontri, fra gli altri con un otorino fan di Mussolini, un gastroenterologo burlone, il nuovo fidanzato, giocoliere di strada, della mamma, e un prete un po’ distratto.

“Il film è un on the road a piedi lungo un giorno – dichiara Aronadio – E’ una tragicomica via crucis attraverso una Roma in bianco e nero, la storia di un uomo senza nome che, attraverso svariati incontri, raccoglie pezzi di un puzzle che alla fine compongono l’immagine di se stesso”.

La commedia, aggiunge, parla del “senso di smarrimento, di scollamento dalla realtà che ci circonda, di un mondo che spesso appare folle, incomprensibile e minaccioso. E del timore e del desiderio dell’anonimato che combattono continuamente in ognuno di noi, con quel fischio che proviamo ogni giorno a ignorare, nascondendolo sotto la vita, come polvere sotto il tappeto”.

Come mai la scelta del bianco e nero? Il regista risponde così: “Volevo fare un film molto neorealista e ho scelto il bianco e nero perché, come il tono del film, è spietato, non ci si distrae con i colori, lascia l’essenza dei volti e delle parole. Avevo voglia di provare una commedia un po’ storta, obliqua e diversa, una sorta di mash-up di strani tipi di comicità”.

Il film, girato con 150 mila euro, “non è neanche low budget ma love budget – sottolinea Aronadio – Si è creato un passaparola che ci ha permesso di avere questo cast straordinario”.

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