giovedì, 1 ottobre 2020

Nuovi poveri, la denuncia di Loach

Nuovi poveri, la denuncia di Loach
Photo Credit To Pietro Coccia

Cannes, 13 maggio (l.d.c.)- “Ho pensato allo stile del neorealismo italiano perché in questo film volevo realtà assoluta” dice Ken Loach presentando a Cannes I, Daniel Blake, il suo nuovo film, realizzato nonostante avesse annunciato solo due anni fa il ritiro ufficiale dal cinema. Lo ha realizzato con il suo cosceneggiatore Paul Laverty, con la produttrice Rebecca O’Brien.
E’ un film dalla parte dei diseredati, i nuovi poveri di oggi, che racconta la storia di Dan (Dave Johns), un falegname di Newcastle, da poco rimasto vedovo, che ha smesso di lavorare dopo un infarto e alla vigilia dei 60 anni, ha bisogno di un sussidio che non riesce neanche ad avere per la burocrazia dello Stato,in una ‘sobrietà’ che non gli basta per tirare avanti.

“Una storia forte,che doveva essere raccontata senza troppe distrazioni dal punto di vista dello stile, senza sovrastare la durezza e la semplicità dei personaggi” dice Ken Loach, e aggiunge: “Non dobbiamo distrarre chi guarda il film mentre descriviamo persone come queste e cogliamo l’essenza delle loro storie”. ‘Jimmy’s Hall’nel 2014, doveva essere il suo ultimo film, ma il fatto che i poveri siano ormai costretti ad accettare di essere i primi responsabili della loro povertà lo ha convinto a non mollare, ultimo supporter di un cinema in cui lui, soprattutto, è sempre di più l’autore del sociale, dalla parte dei più deboli, delle vittime di un sistema sociale contro il quale lotta da sempre.

Nel corso della sua odissea il suo protagonista all’inizio un falegname che ha una vita normale, in un clima da commedia, incontra Katie (Hayley Squires), la mamma single e povera di due bambini che deve trasferirsi per avere una casa a Newcastle, a chilometri di distanza dalla nonna dei bambini.

“Mi chiamo Daniel Blake e sono un cittadino. Chiedo soltanto di essere trattato con dignità. Né più né meno”, dice nel film il protagonista e a quasi 80 anni Ken Loach si indigna e ci fa indignare, si commuove, forse per la storia incredibile del suo protagonista ma ci fa commuovere per la sua tragedia, accolta da un grande applauso, oggi, in sala.

Come diceva Bertolt Brecht, ricorda Loach, “le parole più semplici sono sufficienti quando bisogna toccare il cuore di tutti”.Loach, Palma d’oro nel 2006 con Il vento che accarezza l’erba, racconta che il film è stato girato nei luoghi reali dove si svolge la vicenda, dal banco alimentare all’ufficio di collocamento. Perché racconta, con la realtà, una storia drammaticamente reale, fino all’epilogo inatteso.

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