sabato, 16 novembre 2019

Norton, potere e corruzione, ieri come oggi

Norton, potere e corruzione, ieri come oggi

Roma, 17 ottobre (Red. cin) – Una grande prova d’attore, di Edward Norton (qui anche regista) nei panni di Lionel, detective affetto da sindrome di Tourette, quindi perennemente in lotta con tic gestuali e verbali, e un Alec Baldwin perfetto tycoon senza scrupoli, intenzionato a fare grande l’America (gli echi con l’oggi non mancano) abbattendo i quartieri popolari di New York, sono fra gli elementi notevoli di Motherless Brooklyn- I segreti di una città, film d’apertura della 14/a Festa Internazionale del Cinema di Roma e in sala con Warner Bros dal 7 novembre . Il noir, che rende a suon di jazz (ma c’è anche un brano originale di Thom Yorke) a capolavori come Chinatown è liberamente ispirato dall’omonimo romanzo di Jonathan Lethem.

Chi vede nel film, per quanto riguarda il potere, la situazione attuale non sbaglia.. C’è ora più che mai un innamoramento verso i potenti, un’ombra sul potere che vediamo in azione anche in Europa e America Latina” dice Norton oggi a Roma, con la coprotagonista Gugu Mbatha-Raw che vesta il ruolo di una pasionaria per la causa dei più deboli. Il film parte dal desiderio di Giustizia/vendetta che scatta in Lionel quando il suo mentore, Frank (Bruce Willis) detective privato che ha salvato lui e i suoi amici dall’orfanotrofio, insegnandogli il suo mestiere, finisce ucciso per un ricatto finito male. Lionel scopre presto che l’omicidio è collegato alla più grande speculazione edilizia mai avviata a New York, che ha come deus ex machina, costruttore e funzionario pubblico Moses Randolph (Baldwin), che non accetta no per risposta e non perdona: lo sa bene, il fratello minore, Paul (Willem Dafoe), che ha pagato caro l’essersi ribellato. Ma affari costruiti su illegalità e violenza, si abbinano anche a un segreto da proteggere.

“Le buone parti non sono poi così tante e il personaggio di Lionel nel romanzo è indimenticabile. Rispetto al libro ho fatto tanti cambiamenti ma ho coinvolto Jonathan, che come me è un grande appassionato di cinema e di New York, ci viviamo da trent’anni. Ho unito al romanzo una storia con uno spessore politico più profondo”.

Leggi anche