sabato, 25 novembre 2017

Nastri a Minà e Pressburger

Nastri a Minà e Pressburger

Roma, 3 marzo – Il Nastro a Gianni Minà, oltre cinquant’anni di militanza nel racconto della grande attualità internazionale, arriva  a pochi mesi dalla sua ultima clamorosa intervista esclusiva, a Fidel Castro, diventata un autentico scoop dopo la sua scomparsa, il 25 Novembre scorso, nel documentario applaudito in Settembre a Toronto, poi in Italia, a Torino. Ma, come il Berlinale Kamera ricevuto da Minà a Berlino nel 2007, premia il suo lungo viaggio nella realizzazione di documentari, special cinematografici e racconti storici Minà ha raccolto consensi quest’anno anche con il lungometraggio Papa Francesco, Cuba e Fidel, trasmesso anche in tv, nel quale sono presenti tutti i protagonisti della controversa storia dell’embargo

Il Nastro a Giorgio Pressburger è un omaggio alla sua storia e al suo  percorso umano, professionale e intellettuale. Pressburger scrittore, autore e intellettuale ungherese vissuto a Trieste è nato a Budapest da genitori ebrei di origini slovacche, in una famiglia perseguitata dal nazismo al quale, durante la seconda guerra mondiale, riuscì però a sfuggire. Si è trasferito in Italia nel 1956, quando con la famiglia lasciò l’Ungheria dopo l’invasione sovietica del ’56. Protagonista tra i più significativi nel panorama culturale non solo italiano è stato, tra gli incarichi istituzionali, anche Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Budapest. Particolarmente stretta la sua collaborazione con Mauro Caputo, già autore e produttore nel 2013 di Messaggio per il secolo al quale è seguito, nel 2016, -presentato a Venezia dalle Giornate degli Autori- Il profumo del tempo delle favole di cui è regista ancora una volta Caputo, nel quale Pressburger è anche voce narrante e protagonista.

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