mercoledì, 23 agosto 2017

Nastri 70: un compleanno MAXXI

Nastri 70: un compleanno MAXXI

Roma, 1 giugno (Francesca Pierleoni) – Maxi-festa al MAXXI per i Nastri d’Argento 2016 e i giornalisti cinematografici che hanno annunciato le candidature 2016 in un’occasione due volte speciale: i primi 70 anni della loro storia. “Settanta come la Repubblica, il grande cinema della ricostruzione, quello di Roma città aperta del ’46” ha ricordato Laura Delli Colli, Presidente del Sngci “e settanta come l’anniversario del voto alle donne, e di un cambiamento di Storia e di costume radicale per l’Italia uscita dalla guerra, che scopriva un po’ di leggerezza e importava, per la prima volta, in spiaggia anche il bikini”. Un compleanno che i Giornalisti hanno condiviso, con un Nastro d’Oro assegnato solo altre quattro volte nella storia del premio, a Stefania Sandrelli, splendida testimonial di quest’edizione memorabile. Ma soprattutto, nello spazio prestigioso del Museo MAXXI, ospiti di Giovanna Melandri, con il sostegno dei Mibact-Direzione Generale per il Cinema, il patrocinio della Regione Lazio, il supporto di Roma Lazio film commission, lacena e la musica organizzata come gli allestimenti da GE, Gruppo eventi, e perfino le macchine d’epoca –anni 70- di Porsche, una grande serata di cinema, con un tifo da stadio per i candidati (quest’anno quasi al completo)  e momenti di autentica commozione quando, per esempio, Adelina Ponti, la mamma di Claudio Caligari, ha affiancato Valerio Mastandrea e tutto il cast del film ricevendo i premi per il film dell’anno, Non essere Cattivo, che ai Nastri ha avuto forse il suo momento di affettuoso riscatto dall’oblìo della serata David, dopo le molte candidature alle quali non era seguito un premio per l’autore, né un ricordo del regista.

Sì, non sono mancate emozioni e anche qualche sorpresa al MAXXI, nella prima serata per Nastri d’argento, in attesa della serata finale al Teatro Antico di Taormina, il 2 luglio, quando sarà la Sicilia- come ieri ha ricordato l’Assessore al Turismo, sport e spettacolo della Regione Anthony Barbagallo- ad accogliere ancora una volta un premio che ha scritto la storia del cinema da settant’anni ad oggi (grazie alla Sicilia Film Commission e nell’ambito del Progetto Sensi Contemporanei).

Fra i protagonisti arrivati nel museo ideato da Zaha Hadid, c’erano fra gli altri Paolo Virzì con  Micaela Ramazzotti (La pazza gioia è il film più nominato di quest’anno, con 10 candidature), Valeria Golino Coppa Volpi all’ultima Mostra di Venezia, con Per Amor vostro Giuseppe Gaudino che lha accompagnata al MAXXI, Gabriele Mainetti e Claudio Santamaria, Piera degli Esposti, Valentina Carnelutti, Adriano Giannini e Monica Guerritore e ancora Greta Scarano Alessandro Siani, Fiorella Mannoia, Pierfrancesco Favino (che pur di esserci ha preso un aereo da Londra nel pomeriggio, lasciando il set dove aveva girato al mattino), Claudio Amendola, Massimiliano Gallo e poi,oltre le candidature, Vittoria Puccini, Massimo Popolizio, Sabrina Impacciatore e la grande famiglia degli attori TNA che hanno promosso la prima edizione del Premio intitolato a Graziella Bonacchi, l’agente che non molto affetto e con un particolare fiuto per il talento ha lanciato l’ultima generazione di attori e registi e che ora, a un anno dalla sua scomparsa, i suoi ‘figli d’arte’ ricordano con un riconoscimento condiviso dal Sindacato e dai Nastri.

Un filo fra il passato e il futuro è il film di Antonello Sarno, Nastri 70 – Argento vivo, proprio come il titolo che il Sngci ha dato alla serata: una carrellata attraverso cinegiornali e immagini televisive, fra vincitori e partecipanti ai Nastri straordinari, italiani ma anche internazionali: da Fellini a De Sica, da Pasolini ad Antonioni, da Sordi a Totò, ma a Monica Vitti a Virna Lisi, ma anche Mirna Loy, King Vidor, Akira Kurosawa, Pedro Almodovar, Tom Cruise, John Woo. Un piccolo film realizzato con pazienza e con grande passione ricco di curiosità, come il debutto nel mondo dei premi cinematografici di un comico per la prima volta alle prese col cinema: Beppe Grillo, nel 1982 Nastro come miglior attore esordiente per Cercasi Gesù, che vivacizzava la serata dei Nastri con uno sketch.

Ma la storia dei Nastri -che hanno ormai da anni come main sponsor BNL – Gruppo Bnp Paribas e che sono quest’anni organizzati tra i privati con la sponsorship di Porsche, Hamilton, Persol, Shiseido, Wella, Nastro Azzurro e con  ControlCine, Demba  e a Taormina Videobank e Parisi-  non si ferma. Ieri tra le novità c’è stata al MAXXI a sorpresa la consegna dei Nastri tecnici, già votati dal direttivo e da una giuria ‘speciale’ di trenta giornalisti: svelati tra gli applausi di tutti sono andati a Maurizio Calvesi per la fotografia di Non essere cattivo e Le confessioni, Paki Meduri  per la scenografia di Alaska e Suburra; Catia Dottori per i costumi di La pazza gioia;  Gianni Vezzosi per il montaggio di Veloce come il vento e Angelo Bonanni  per il sonoro in presa diretta di Non essere cattivo.

”I Nastri sono il nostro premio più importante, sono stati i primi riconoscimenti destinati al cinema italiano, per tutti noi  come un faro” ha detto Stefania Sandrelli. Rubando a Picasso una celebre battuta sull’età, splendida la sua sottolineatura autoironica sui 70 che anche lei sta per compiere tra pochi giorni ”Anche la Repubblica ha 70 anni… Siamo giovani, perché ci vuole molto tempo per diventarlo”.

Assegnati anche i ‘Premi Biraghi’, ai ragazzi lanciati da Un bacio di Ivan Cotroneo: Leonardo Pazzagli, Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Alessandro Sperduti, cui si aggiunge  per la prima volta il ‘Biraghi’ condiviso con Nuovo Imaie andato a Moisè Curia (Abbraccialo per me,ma anche La nostra quarantena)  al quale Nuovo Imaie assegna anche una ‘borsa’ di formazione. E a proposito di nuove generazioni, se accanto al Biraghi nasce il ‘Premio Graziella Bonacchi’ per siglare la scoperta di un nuovo talento under 35, un’altra particolare iniziativa, con la SIAE, consentirà al Sindacato quest’anno di assegnare tre ‘borse’ di formazione per la scrittura ad altrettanti giovani sceneggiatori. “Per guardare al futuro” commenta Laura Delli Colli “come avrebbe detto Vittorio Gassman, con un grande avvenire alle spalle”…

 

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