venerdì, 21 luglio 2017

Nastri 70: la serata degli Oscar®

Nastri 70: la serata degli Oscar®

Roma, 23 marzo (l.d.c.) – Un red carpet da Oscar® e una serata eccezionale, non solo per il parterre superstar sfilato sul red carpet, ha concluso a Roma, all’Auditorium – Parco della Musica, i 70 anni del Sngci e dei Nastri d’Argento. Sul palco, dopo un po’ di storia dei Nastri con il documentario di Antonello Sarno Nastri 70: argento vivo e il saluto di Piera Detassis, presidente della Fondazione Cinema per Roma ospite della serata con l’etochetta di Cityfest,  via con un testimonial d’eccezione come Christian De Sica, che ha ricordato un palmarès di 6 nomination e ben 4 Oscar® vinti, a cominciare da Sciuscià, il primo film straniero – e italiano – premiato nella storia dell’Academy.

Tra i più attesi, a ritirare la special edition in replica del Nastro d’Argento originale 1946, Roberto Benigni, come sempr mattatore della serata, che ha ricevuto anche il Nastro mai ritirato per La tigre e la neve e quelli di diamanti per i primi 60 del Sindacato: “Sono felice di essere qui e di prendere un premio per aver ricevuto un premio, è una cosa bellissima, è come se si aprisse il vaso di Pandora al contrario”, ha detto con la solita verve, aggiungendo che “se il nostro è il Paese che ha avuto più Oscar® nella storia, questo dimostra la grandezza del cinema italiano e il bene che ha fatto nel mondo. Sì, viene proprio il desiderio di farne parte”.

Sul palco foto di gruppo per lui con Elda Ferri, nomination come miglior produttore per La vita è bella: “Divido questo premio con lei e con Nicoletta Braschi, con cui facciamo sepre tutto insieme – ha detto ancora Benigni – Ma lo dedico anche a Gianluigi Braschi, un uomo e un produttore per me straordinario”. Anche per Braschi alla memoria e  per  Simona Paggi, nominata per il montaggioma soprattutto per il Premio Oscar® Nicola Piovani un ‘nastrino’ nel ricordo del successo, premiatissimo anche ai Nastri, de La vita è bella.

Oltre trenta gli Oscar® e le nomination sfilati sul palco: applausi anche per Paolo Sorrentino, per Gabriele Salvatores in un videomessaggio assente giustificato come Sophia Loren (che ha mandato un saluto con  foto scattata in Russia, con tanto di Nastrino), Bernardo Bertolucci, Cristina Comencini, Giancarlo Giannini. E per Giuseppe Tornatore, che del premio a Hollywood per Nuovo Cinema Paradiso come del primo Nastro avuto per Il Camorrista – il primo premio della sua vita – conserva un bellissimo ricordo: “E’ stata un’esperienza emozionante, che ha segnato un momento importante della mia vita – afferma – Ho poi continuato a lavorare senza pensarci sempre, sono andato avanti e più che i premi, ricordo le persone che ho incontrato in quelle occasioni”.

Tra gli altri registi, festeggiato anche Gianni Amelio. Da  Vittorio Storaro e Tony Renis auguri da Hollywood. E un applauso anche a  Lina Wertmuller, prima domma in assoluto ad essere candidata dall’Academy per la regia.

Standing ovation invece per Ennio Morricone, commosso di ricevere ancora un premio tra i tanti della sua lunga carriera e anche a sorpresa un Nastro d’Oro: “Sono talmente emozionato che dovrebbe salire un altro me sul palco o qualcuno dei registi con cui ho lavorato, che hanno avuto coraggio a chiamarmi, perchè a volte faccio anche cose folli”, ha commentato con la voce rotta dall’emozione.

Ad essere festeggiati e ricordati, tra i tanti, insieme ovviamente a Gianfranco Rosi che quest’anno ha rappresentato l’Italia nella corsa agli Oscar® con Fuocammare, i cinematographers – come li chiamano a Hollywood – Giuseppe Rotunno, Vittorio Storaro, tre volte Oscar®, e Dante Spinotti, per le scenografie Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo (che ha svelato: “L’Oscar® a cui sono più legata è quello per The aviator, è stata una sfida per noi italiani ricostruire la Golden age di Hollywood”), Osvaldo Desideri e Bruno Cesari, per i costumi Milena Canonero, Piero Tosi, Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti, Gianni Quaranta, per il montaggio Gabriella Cristiani, per scene e costumi la coppia formata da Ezio Frigerio e Gabriella Squarciapino, per i costumi Ambra Danon e Antonella Cannarozzi e per il trucco e parrucco, dal grande Manlio Rocchetti – un mito, appena scomparso –  a Vittorio Sodano, Aldo Signoretti, Maurizio Silvi fino agli ultimi Oscar®, artisti del make-up come Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini. Da loro il racconto di un’emozione ancora fresca: “E’ stato tutto surreale, lì per lì non ci rendevamo conto di ciò che stava accadendo, rivedendo le immagini ci commuoviamo di più adesso. E si continua a sognare, andiamo dove il cinema ci chiama”.

E ancora, per l’animazione, non potevano mancare Bruno Bozzetto (una citazione anche per Manfredo Manfredi) così come sono stati omaggiati per il documentario Giorgio Treves e gli autori dei corti come Stefano Reali e Pino Quartullo (nomination nel 1987 per Exit), Antonello De Leo con le produttrici Paola Lucisano e  Bernadette Carranza, Andrea Jublin, Gaetano Daniele e Anna Pavignano, co-sceneggiatrice de Il postino, che ha giustamente ricordato Massimo Troisi.

Gran finale, una foto di gruppo di tutti i premiati, da mandare all’Accademy che l’ha richiesta, dopo aver saputo dell’evento.

 

 

 

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