martedì, 26 settembre 2017

My Italy, artisti da commedia

My Italy, artisti da commedia

Roma, 8 maggio (Fr. Pierl) – Raccontare ”attraverso la commedia, l’arte contemporanea, verso cui in genere si hanno soprattutto due atteggiamenti, l’esserne in soggezione o pensare ‘questo lo so fare pure io’. A me piacciono i corto circuiti, fra dramma, comico e poesia, e mi piaceva mettere in scena questo luna park, dove vediamo gli artisti e capiamo che sono persone disturbate come tutti noi”. E’ l’idea da cui è partito Bruno Colella per My Italy, in sala dal 18 maggio in 40-50 copie con Mediterranea, nella quale trasforma quattro grandi artisti contemporanei che hanno un forte legame con l’Italia, il malese H.H. Lim, il polacco Krzysztof Bednarski, il danese Thorsten Kirchhoff e l’americano Mark Kostabi, in protagonisti di una divertente commedia surreale, che lancia sguardi sul loro mondo e il nostro Paese, tra realtà e favola moderna.

Nel cast, fra gli altri, anche Marco Tornese, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Jerzy Stuhr, Lina Sastri, Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Nino Frassica, Serena Grandi, Sebastiano Somma, Petra Montecorvino, Eugenio ed Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Esposito, e come scanzonata guida, Achille Bonito Oliva (con cui Colalla ha già collaborato in passato. Colella, regista, autore e attore, teatrale cinematografico e televisivo, abituato ad arricchire i suoi spettacoli anche con opere di video artisti (ha collaborato più volte con Achille Bonito Oliva, presente anche nel film, come una sorta di Virgilio), nella storia, mescola cinema e realtà. Mentre un produttore (Colella) è in giro per l’Europa, tra Polonia e Cannes, insieme al suo assistente-vittima (Tornese) per cercare fondi con cui finanaziare un film decisamente fuori del comune, My Italy, si intrecciano le vicende dei quattro artisti. Bednarski, si ritrova davanti casa del suo appartamento a Roma, la vedova di un camorrista, che gli chiede di realizzare per la tomba del marito una statua uguale a quella da lui creata per la tomba di Krzysztof Kieślowski a Varsavia. L’artista dice no, ma ci saranno conseguenze. Kirchhoff vive un viaggio nel sud Italia pieno di avventure, dopo che un idraulico (Papaleo), gli ha comunicato l’intenzione di voler smantellare per colpa di una perdita, la sua installazione permanente che richiama una toilette e un cruciverba, alla Certosa di Padula. Il pittore Mark Kostabi, già abituato a lasciaren in esposizione permanente, con tanto di contratto stipulato, suoi quadri nei più importanti ritroanti, chiedendo in cambio di mangiare gratis per tutta la vita, inanella una serie di incontri originali, nel giro che intraprende per vendere le sue opere porta a porta. H.H Lim, rimane ammaliato da una misteriosa donna (Luisa Ranieri), dall’eleganza anni ’50, vista all’Antico Caffè Greco, e decide di seguirla.

”Con l’aiuto di Achille, ho pensato di scegliere come protagonisti quattro artisti che avessero una vita anche in Italia. I loro occhi sul nostro Paese, mi hanno aiutato a costruire la storia anche con riferimenti alle loro vicende umane” spiega Colella. Per H.H Lim, che ha anche realizzato per il film un’opera ad hoc, ”Bruno è una specie di un mago, per me è come kaurismaki. E a dare forza al film ci sono anche attori straordinari”. Come anche gli altri interpreti Haber, grande amante dell’arte contemporanea, ha detto subito sì alla proposta di Colella, che conosce da anni: ”Un film come questo andrebbe mostrato nelle scuole. E bislacco, nel senso di fuori dall’ordine. Unisce letteratura, arte musica. Bruno ha fatto un piccolo grande gioiello”. Tra i tanti fatti veri, il furto, al comitero di Varsavia, della statua (poi ritrovata) di Bednarski per l’amico Kieslowski: ”Mi è anche capitato – spiega lo scultore – che una vedova mi dicesse di essere pronta a tutto perché io realizzassi la statua per la tomba del marito. – spiega lo scultore -. Ho amato partecipare al film, perché mostra come si possa parlare d’arte in maniera divertente. La gente invece spesso ne ha paura”.

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