venerdì, 15 novembre 2019

Muti e il cinema

Muti e il cinema
Photo Credit To Riccardo Music Official

Roma, 24 ottobre (red.cin) Sorprendente l’incontro con un personaggio inedito nel mondo de festival cinematigrafici: Riccardo Muti, che ha scelto per parlare delle sue suggestioni cinefile, per esempio, Dies irae di Dreyer. “Da ragazzino a Molfetta vedevo Totò e Macario, ma a 17 anni, mentre studiavo al liceo e al Conservatorio di Napoli ne fui letteralmente folgorato”.

 

Un’altra sua passione è Roma città aperta: “Mi fa sentire orgoglioso di essere italiano e mette in scena sentimenti veri”. Muti conversando con Antonio Monda all’Auditorium ha scelto anche Aleksandr Nevskij di Ejsenstein con le musiche di Prokofiev. “E’ interessante come lavoravano insieme questi due giganti”. E Il nido di Jaime de Armiñán del 1980, con una citazione de La Creazione di Haydn.  E qui Muti ha citato la simbiosi spirituale e culturale tra Fellini e Rota e ha citato Ennio Morricone, “musicista vero, come lo è Piovani“. Rota era direttore del Conservatorio di Bari quando il giovane Muti passò agli esami: “e mi disse che la commissione mi aveva dato dieci e lode: non per come hai suonato oggi ma per come potrai dirigere domani”.

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