sabato, 26 settembre 2020

Mirren, il mondo è in preda alla follia

Mirren, il mondo è in preda alla follia
Photo Credit To Pietro Coccia

Roma, 13 febbraio (di Francesca Pierleoni) – Una ‘casa degli spiriti’ di sette piani con 500 stanze e 10 mila finestre : è la Winchester house, la dimora a San Josè (California) che Sarah Winchester, vedova del proprietario della famosa fabbrica di fucili, ha continuato a far costruire e ampliare giorno e notte dal 1884 al 1922, anno della sua morte. Una magione per ospitare i fantasmi delle vittime causate dalle armi ‘di famiglia’, dai quali era convinta di essere perseguitata. Una incredibile storia vera intrisa di leggenda che i due fratelli Spierig (Saw Legacy) hanno trasformato nella ghost story ‘La vedova Winchester’, con una magnetica Helen Mirren, in arrivo in sala il 22 febbraio in 250 copie con Eagle.

”Per me questo non è un film horror – mette in chiaro l’attrice oggi a Roma – è un film di fantasmi, una cosa molto diversa. Non mi piacciono gli horror, qui infatti si rientra nella narrazione classica delle ghost stories, un modo di raccontare che penso sia parte dell’esperienza umana”.
Nella rilettura degli Spierig, si immagina l’incontro alla Winchester House (oggi un’attrazione turistica, considerata tra le case più ‘infestate’ d’America) della vedova con lo psichiatra Eric Price (Jason Clarke), tossicodipendente e turbato dai postumi di un violento trauma. Il dottore, ingaggiato dal legale della fabbrica d’armi per esaminare lo stato mentale di Sarah, azionista di maggioranza della compagnia, si ritrova insieme alla vedova, sua nipote Marion (Sarah Snook) e il pronipote Henry (Finn Scicluna-O’Prey) a confrontarsi con la maledizione sui Winchester e il piano di vendetta di uno spettro particolarmente potente.

Helen Mirren, che ha fra i prossimi progetti una miniserie su Caterina di Russia, ha accettato di girare La vedova Winchester ”per una combinazione di elementi – dice – Volevo lavorare con questi due giovani filmmakers che come tutti i cineasti della loro età hanno un’energia incredibile. Poi mi piaceva che la storia fosse basata sulla realtà”. L’attrice, che ha visitato la Winchester House, trova affascinante la figura di Sarah Winchester: ”non ci sono molte informazioni su di lei. Si è ritirata dalla vita dopo la morte del marito, come ha fatto anche la Regina Vittoria. Non è mai uscita dal lutto ma aveva una grande energia creativa che ha sfogato con la casa, una costruzione a suo modo straordinaria… sembra un’immensa casa di bambole”. La vedova ”era molto intrigante da esplorare nella sua dimensione psicologica, nei suoi sensi di colpa. C’è un mistero in lei, che è difficile da comprendere”. Nel film si parla di pazzia ma ”a me piacciono i pazzi, quelli che hanno qualche forma di eccentricità, come camminare per strada in tutu rosa e calze gialle. Tutto il mondo in realtà sembra folle, al momento. Non mi spaventano i pazzi, ma le persone manipolatrici e venali che agiscono solo per i propri interessi”.

Il film offre anche uno sguardo molto critico sull’ossessione delle armi negli Usa: ”in America è parte della loro cultura, e non credo che quest’aspetto cambierà presto; non ci vedo nessuna giustificazione, a parte il guadagno. Va ricordato però anche altri Paesi compreso il mio vendono armi a nazioni in via di sviluppo con governi instabili, spesso ai signori della guerra, e guadagnano enormemente da questo traffico. E’ facile puntare il dito sugli americani, ma non bisogna dimenticare le responsabilità di tutti noi. Non più di un mese fa c’è stata la notizia di un bombardamento in Yemen che aveva ucciso dei bambini, effettuato con bombe vendute dall’Italia. Questo è un film di genere, che vuole soprattutto intrattenere, ma se genera anche qualche riflessione, meglio”.

L’attrice premio Oscar, come il suo personaggio, crede ai fantasmi? ”No, ci crederò quando ne vedrò uno. Credo invece nell’incredibile potere dell’immaginazione umana, credo nel credere’. Sono, sotto questo aspetto, un’agnostica”.

Candidata ai Golden Globes per la sua performance in Ella e John di Paolo Virzì, non è sorpresa delle mancata candidatura agli Academy Award: ”Il film uscirà negli Usa a marzo, per questo agli Oscar non l’hanno considerato. Sono però molto fiera di Ella e John e ho amato moltissimo lavorare con Virzì… Questo lavoro poi non si fa per i premi”.

Non può mancare un commento sulle donne che si fanno avanti contro molestie e iniquità grazie a movimenti come Time’s up: ” la vera domanda è perché abbia richiesto tanto tempo. Non so rispondere, la cultura cambia lentamente e a volte richiede un’intera generazione, ma se pensiamo alla condizione delle donne prima della I guerra Mondiale, possiamo vedere che i passi avanti fatti sono enormi. E’ stato come un vulcano con il magma che ha ribollito a lungo sotto terra. Finalmente sta venendo fuori, e alcuni farebbero bene a scansarsi”.

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