martedì, 26 settembre 2017

Migrante/supereroe in Jupiter’s moon

Migrante/supereroe in Jupiter’s moon

Cannes, 20 maggio – Accoglienza contrastante (non sono mancati i fischi), alla proiezione stampa di Cannes, dov’è nel concorso ufficiale, per Jupiter’s moon, il nuovo film dell’ungherese Kornél Mundruczó, che affronta il tema dell’immigrazione, costantemente al centro del dibattito politico nel suo Paese (come nel nostro), da una prospettiva decisamente originale.

Al centro della storia c’è Aryan (Zsombor Jéger) giovane rifugiato siriano, catturato con il padre mentre cerca di entrare in Ungheria. Quando un esaltato e poco onesto poliziotto di frontiera si trova a sparare al ragazzo, Aryan scopre di avere il super potere, di librarsi in aria e volare. Una ‘stranezza’, che Stern (Merab Ninidze) , il corrotto medico del campo profughi, decide di trasformare nell’occasione per fare tanti soldi trasformando il ragazzo in un fenomeno da baraccone. Intanto il padre di Aryan, finisce nelle maglie del terrorismo islamico.

Mundruczó considera il film la seconda parte di una sua trilogia su prospettiva e fiducia, dopo White god, racconto dell’odissea di un cane abbandonato che si confronta più volte con la violenza dell’uomo, finché non decide di reagire. ”L’immigrazione è una questione europea – ha detto il regista ungherese in conferenza stampa -. Il mio Paese non ha dato le migliori risposte, ci somo stati molti errori e isterie. Alimentate dal governo, devo dire. Ma nel vivere la situaazione da dentro, non è tutto bianco e nero, come sembra da di fuori. L’Europa è insieme in questa crisi, quindi c’è speranza. Bisogna chiedersi dove siano l’umanità e l’amore”.

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