venerdì, 19 gennaio 2018

Meno incassi ma più qualità

Meno incassi ma più qualità

Roma, 24 ottobre (Fr. Palm.) – Meno incassi ma più qualità: potrebbe essere questo lo slogan che accompagna la chiusura della decima edizione della Festa di Roma, la prima guidata da Antonio Monda, al fianco di Piera Detassis nel ruolo di presidente della Fondazione Cinema per Roma.

Ancora prima di bilanci, riflessioni e (buoni) propositi per il futuro, la parola ai numeri, elencati dal direttore generale della Fondazione Lucio Argano: i biglietti venduti, fino ad oggi, sono stati 35.720 biglietti, il 21% in meno rispetto allo scorso anno, mentre l’incasso complessivo è di 215.852 euro, con una diminuzione del 20% rispetto ai 293.000 euro del 2014. Il budget stanziato è lo stesso, pari a 4 milioni di euro sui 10 complessivi della Fondazione.

Argano non mostra preoccupazione per i dati in flessione, sottolineando che “Questo è un anno di nuovo corso, una ripartenza”. E Monda ricorda un dato (di fatto) tra i dati: “La Festa è durata un giorno in meno e la sala Santa Cecilia, con 2500 posti, non era disponibile. Ciò si traduce in 13 mila posti in meno come offerta e ne abbiamo persi 9 mila, quindi il bilancio è in salita di 4 mila”. Ma quello che lo rende più orgoglioso è l’aver letto sui giornali, anche internazionali, che la sua “mission” verso la qualità è stata apprezzata: “La qualità della selezione che comprendeva 53 film provenienti da 24 paesi è stata riconosciuta da tutti – dice Monda – Le proposte nuove fanno la differenza nell’idea di Festa che ho, che per me significa celebrare l’essenza del cinema e condividere l’emozione in uno spazio al buio. La Festa non sono i coriandoli, nè i lustrini, tutto il resto per me viene dopo”.

Con quel “tutto il resto” Monda intende l’aspetto glamour che può attirare più pubblico e la presenza delle star sul red carpet, che quest’anno, secondo qualche giornalista, è rimasto un po’ troppo vuoto. Il direttore artistico, di tutta risposta, elenca i nomi di chi ha sfilato in passerella ma si mostra aperto a cambiamenti: “Festa, secondo il mio punto di vista, è sentire Renzo Piano che parla dei legami tra cinema e architettura, ma ascolto le critiche e anche se il red carpet non è una mia esigenza, accolgo l’invito a curare meglio questo aspetto. Non è semplice come sembra avere ospiti, è un problema anche di policy, ma il prossimo anno ci starò più attento”, assicura. Ma sempre fedele alla sua linea “dura e pura” volta alla qualità. E per rafforzare il concetto, aggiunge: “Ho rifiutato di presentare alcuni film che avrebbero portato star famose qui, ma che erano brutti e non abbiamo voluto”. Altro punto per lui fermo è poi l’assenza del concorso: “Anche nelle prossime edizione non ci saranno premi, a parte quello assegnato dal pubblico che voglio che ascolti novità inedite e applauda film come Land of mine che secondo me vincerà l’Oscar”.

Inoltre, la collocazione della Festa nel calendario: “Non esiste una data felice, ormai ogni settimana è piena – dichiara – Ci si accavallerebbe sempre, che sia con il festival di Torino, Berlino o Cannes”. La manifestazione, quindi, tornerà a ottobre, molto probabilmente dal 13. E non somiglierà a nessun’altra: “La chiave è diversificarsi, cambiare drasticamente forma e gioco – afferma Monda – Bisogna fare cose che gli altri non fanno, ossia levare i premi e mettere tanti incontri come fa il festival di New York, che è bellissimo ed è il mio modello”.

Per dimostrare tutto questo, dato che il suo contratto è triennale, ci sono ancora due anni. Anche se tutto può succedere, politicamente parlando, al Comune di Roma ora nel caos dopo le dimissioni del sindaco Marino, i nuovi vertici continuano il loro lavoro e la Fondazione ha i suoi obiettivi. “Non abbiamo la palla di vetro – dice la Detassis – ma le idee chiare sì su quello che vogliamo fare. L’indicazione, più che lavorare nella direzione della discontinuità, era puntare al ribaltamento per far sì che la Fondazione fosse un soggetto attivo tutto l’anno, per fare rete con istituzioni, players e associazioni. Abbiamo iniziato a farlo e stretto collaborazioni con le varie sale della città, come al Pigneto, che si è trasformato in un quartiere del cinema”. Per la Detassis, “La Festa è una vetrina di eccellenza che riverbera su tutta la Fondazione oltre i 10 giorni della manifestazione. Ci occuperemo anche di tv e documentari, per un nuovo sguardo sui prossimi sviluppi dell’audiovisivo”. E concretamente, dopo il progetto “CityFest”, ci saranno “L’ora di cinema” e il Roma Fiction Fest, in arrivo dall’11 novembre.

 

Leggi anche