sabato, 20 luglio 2019

Meglio amici che innamorati…

Meglio amici che innamorati…

Roma, 18 gennaio (Francesca Palmieri) – Vincenzo Salemme torna al cinema con Se mi lasci non vale e qualche novità: al suo fianco, come spalla, debutta Paolo Calabresi, mentre la storia gli è stata proposta da Paolo Genovese, che ha firmato il soggetto e la sceneggiatura insieme a lui e a Martino Coli. Del cast del film – in sala dal 21 gennaio con la Warner, prodotto da Fulvio e Federica Lucisano – fanno parte anche l’amico di sempre Carlo Buccirosso, Serena Autieri e Tosca D’Aquino.

La vicenda parte da un incontro casuale: una sera, in un bar, si conoscono Vincenzo e Paolo, due uomini affranti e sofferenti, entrambi lasciati da poco tempo dalle proprie fidanzate. Uniti dallo stesso dolore, iniziano a confidarsi e a frequentarsi. Un giorno, a Vincenzo balena in mente un’idea: e se si scambiassero i ruoli e ognuno conquistasse la donna dell’altro, per farla innamorare e poi abbandonarla, facendola piangere e ripagandola quindi con la stessa moneta? Al “piano” si unisce anche Alberto, attore di teatro spiantato e poco stimato, che si improvviserà autista di Vincenzo. Ma si sa, l’amore è imprevedibile e non segue tattiche nè messe in scena…

 

Il nucleo centrale del film, però, non è l’amore, come precisa Salemme: “Parla soprattutto di amicizia – dice – La sto rivalutando, perchè l’amore porta troppi problemi, rancori e gelosie. Con un amico si sta più tranquilli e tutte le coppie dovrebbero fare amicizia. E’ il sentimento più nobile, è vero che chi trova un amico trova un tesoro. L’amore fa paura, prima stai insieme per tanti anni e poi ti scanni per i soldi o la casa”.

La commedia, che non nasce da uno spettacolo teatrale come altre opere di Salemme, fa un passo indietro rispetto alla farsa: “Ci sono dei film con idee forti ma paradossali, ma credo che al cinema il paradosso non regga bene – sostiene l’attore – E’ importante la credibilità, la verosimiglianza. Il cinema è l’arte dell’immagine, è lo spettatore che legge la vicenda. Ed è vero che a teatro si impara davvero a recitare, ma al cinema un bravo regista deve essere capace di usare talenti anche in un altro schema narrativo”.

Quanto ai protagonisti, li descrive così: “Sono due scapoloni, due maschi che non si assumono responsabilità. Noi uomini, come è risaputo, non vogliamo averne e rispetto alle donne siamo due mondi totalmente diversi”.

Per Calabresi, unico romano in una squadra di napoletani, i personaggi attuano “una vendetta ridicola, adolescenziale. Si buttano in un’operazione molto improbabile ma pian piano si scoprono e diventano uomini, da bambini che erano”.

Buccirosso, per una volta, come ruolo non subisce ma anzi mette in difficoltà Salemme: “Si sono ribaltate le parti – sottolinea l’attore – Abbiamo avuto la possibilità di rinfrescarci, di cambiare”.

 

 

Leggi anche