martedì, 21 settembre 2021

Martone, in Qui rido io il mistero di Eduardo Scarpetta

Martone, in Qui rido io il mistero di Eduardo Scarpetta
Photo Credit To La Biennale di Venezia

Roma, 7 settembre – Qui rido io “”vuole raccontare il mistero di Eduardo Scarpetta ma anche la forza creativa della Napoli di fine ‘800, una città dove ad esempio nacque il cinema”. Lo spiega Mario Martone parlando del film che porta in concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con il ebutto nelle sale previsto dal 9 settembre con 01 Distribution. Un ritratto di Eduardo Scarpetta (interpretato da Toni Servillo), maestro della scena come attore e commediografo. Il teatro è la sua vita e attorno a questo gravita anche tutta la sua singolare famiglia, composta da mogli, compagne, amanti, figli legittimi e illegittimi, tra cui Titina, Eduardo e Peppino De Filippo. Nel 1904, al culmine del successo, Scarpetta si concede un pericoloso azzardo: realizza la parodia de La figlia di Iorio, tragedia del più grande poeta italiano del tempo, Gabriele D’Annunzio. La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l’essere denunciato per plagio dallo stesso D’Annunzio. Inizia così la prima storica causa sul diritto d’autore in Italia. Gli anni del processo saranno logoranti per lui e per tutta la sua famiglia. Tutto nella vita di Scarpetta sembra andare in frantumi, ma con un numero da grande attore saprà sfidare il destino e vincere la sua ultima partita. Nello straordinario cast, fra gli altri, Maria Nazionale, Cristiana Dell’Anna, Antonia Truppo, Eduardo Scarpetta, Roberto De Francesco, Lino Musella, Paolo Pierobon, Gianfelice Imparato, Iaia Forte.

“Ho voluto fare un romanzo in cui si entrasse e uscisse dalla scena, dal palco a casa, mantenendo anche dolore e depressione, un altro lato caratteriale del grande istrione comico – sottolinea Martone -. “Scarpetta era un genio del teatro e un patriarca amorale spinto da una fame incredibile di riscatto sociale”. Toni Servillo ha immaginato “Scarpetta come un animale, la sua brama di vivere lo porta a predare le donne, il teatro, le tournée, i testi, in uno scambio continuo tra vita privata e palcoscenico”.

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