domenica, 20 agosto 2017

Martina, da Violetta a Tini

Martina, da Violetta a Tini

Roma 29 aprile – (Fr. Pierl) Star globale grazie alla serie Violetta, che in tre stagioni (2012 – 2015) andate in onda in 130 Paesi, ha conquistato adolescenti e preadolescenti dall’America latina alla Corea, Martina Stoessel, classe 1997, occhioni da cerbiatto, sorriso smagliante e naturalezza da professionista, è pronta a un nuovo inizio. E’ il senso di ‘Tini, la nuova vita di Violetta’, esordio al cinema da protagonista, girato soprattutto in Italia, nelle sale dal 12 maggio con Disney, e dal nuovo album, il primo da solista, sempre intitolato ‘Tini’.

Il film di Juan Pablo Buscarini, riunisce intorno a Martina Stoessel alcuni protagonisti della serie, come Jorge Blanco (il fidanzato di Violetta, Leon), Mercedes Lambre (Ludmila), Clara Alonso (Angie) e Diego Ramos (German), a nuovi personaggi come Caio (Adrian Salzedo), marinaio aspirante ballerino, Isabella (Angela Molina), Saul che ha il volto del piemontese Leonardo Cecchi fresca ‘stella’ della serie Disney italiana ‘Alex & co’ e Stefano (Pasquale Di Nuzzo). La storia è semplice: Violetta, ormai star in tutto il mondo, vive una crisi dovuta ai troppi impegni e al credere che il fidanzato Leon, impegnato a Los Angeles per incidere il suo disco, si sia innamorato di un’altra. Su suggerimento del padre German va a rigenerarsi in Sicilia nella villa dove una Isabella da anni ospita e protegge nuovi talenti. Qui la giovane cantante ritrova la sua identità (Tini, dal vero soprannome di Martina) grazie alle tracce lasciate dalla madre…
Martina Stoessel, che vive fra set e tour in giro per il mondo da quando aveva 10 anni, spiega che anche lei ogni tanto ha momenti in cui ”mi fermo e mi chiedo ‘cosa significa tutto questo? ‘Perché sta succedendo a me?’ ma passano nella consapevolezza che sto facendo quello che amo e in cui cerco sempre di migliorare, è un processo continuo”. Essere famosa ”è una conseguenza del lavoro, per me ormai è naturale stare un giorno in Francia e quello dopo in Giappone. L’aspetto più bello è ricevere l’amore del pubblico, che mi arriva sul palco o quando incontro i fans (come succederà anche a Roma, sia oggi all’anteprima del film che domani), mi riempie il cuore di gioia. E’ bello vedere che la gente risponde al messaggio che hai cercato di dare”.

Una voglia di positività e fiducia nei propri sogni, che c’è anche nel film: ”Violetta vive una tristezza ma non resta chiusa nella sua camera, vuole capire cosa le succede, va avanti e lotta per quello che vuole”. Quando non lavora, Martina dove va per rigenerarsi? ”A casa mia, visto che ci sto poco, o magari con le amiche a Carilò (riserva naturale e località di mare), a quattro ore da Buenos Aires”. Inoltre a darle serenità c’è la famiglia (il padre Alejandro è produttore) ”che viaggia con me, mi resta sempre vicino. Con loro posso essere me stessa, piangere e ridere. Sono loro la mia casa”. Ma il soprannome ‘Tini da dove viene? ‘Me l’ha dato mia madre quand’ero piccola, Martina allora le sembrava un nome troppo ‘da grande’. Da allora è rimasto”. ”Sto imparando a vivere felice – spiega – a 19 anni ho ancora molta strada, ma mi impegno ogni giorno”.

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