martedì, 19 novembre 2019

Marinelli, emozionarsi con Martin Eden

Marinelli,  emozionarsi con  Martin Eden
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Venezia, 2 settembre (red cin) –  ““Ci siamo appoggiati alle grosse spalle di London, un grande autore di massa, di impegno politico, che aveva anticipato l’alienazione dell’industria Usa, il conflitto tra fare cultura e migliorare il mondo, illuminando il valore delle persone, della loro emancipazione”. Così Pietro Marcello spiega la decisione di realizzare Martin Eden, adattamento che percorre il ‘900. spostando l’ambientazione da san Francisco a Napoli, del romanzo più autobiografico dell’autore di Zanna bianca. E’ il secondo film italiano in gara alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia ed ha come mattatore nel ruolo del marinaio che scopre la passione per il libri e la scrittura, Luca Marinelli.  Sarà in sala con 01 dal 4 settembre.
“Un film emozionante – dice Marinelli .L’avventuriero Martin Eden che affronta a viso aperto la vita, colpito dalla fascinazione per la cultura  arriva  in cima alla montagna che ha faticosamente scalato, ne è deluso, fino a perdersi”.

Nella storia il protagonista Dopo aver salvato da un pestaggio Arturo, giovane rampollo della borghesia industriale, il marinaio Martin Eden viene ricevuto nella casa della famiglia del ragazzo. Qui conosce Elena (Jessica Cressy), la bella sorella di Arturo, di cui si innamora al primo sguardo. La giovane donna, colta e raffinata, diventa non solo un’ossessione amorosa ma il simbolo dello status sociale cui Martin aspira a elevarsi. A costo di enormi fatiche e affrontando gli ostacoli della propria umile origine, Martin insegue il sogno di diventare scrittore e – influenzato dal vecchio intellettuale Russ Brissenden (uno straordinario Carlo Cecchi) – si avvicina ai circoli socialisti, entrando per questo in conflitto con Elena e il suo mondo borghese”.

Martin Eden “racconta la nostra storia, la storia di chi si è formato non nella famiglia o nella scuola, ma attraverso la cultura incontrata lungo la strada. È il romanzo degli autodidatti, di chi ha creduto nella cultura come strumento di emancipazione e ne è stato, in parte, deluso. Un libro di grande attualità politica, che rivela la capacità di Jack London di vedere le fosche tinte del futuro, le perversioni e i tormenti del ventesimo secolo. – sottolinea Marcello -. Abbiamo immaginato il nostro Martin attraversare il Novecento, o meglio una ‘crasi’, una trasposizione trasognata del secolo, libera da coordinate temporali, ambientata non più nella California del romanzo ma in una Napoli che potrebbe essere una qualsiasi città portuale (non solo) d’Italia”.

La guida morale di martin Eden, almeno per un pezzo di strada, è Russ Brindessen:  “uno stranissimo mentore, che spinge Eden verso il socialismo, lui così semianarchico, cinico e disperato”.

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