venerdì, 15 novembre 2019

Maresco, la mafia e Mattarella

Maresco, la mafia e Mattarella

Venezia,  6 settembre (red. cin) . Sull’onda del forfait dell’ultimo momento a Venezia di Franco Maresco, che per motivi personali non se la sente di entrare nel bailamme del Festival, debutta in concorso, La mafia non è più quella di una volta  nella penultima giornata della 76/a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Nel raccontare ancora una volta, la connivenza tra società e sistema mafioso, più della qualità del film in se’ (che comunque ha ottenuto risate e applausi alle proiezioni),  al centro del dibattito per la stampa   c’è stato l’attacco nel film a Sergio Mattarella: tra varie allusioni, quella su che Maresco voleva stigmatizzare era il silenzio del Presidente della Repubblica, sulla sentenza Stato – mafia. Una critica subito ribattuta  cone varie allusioni e soprattutto con la stigmatizzazione del fatto che non avesse commentato la sentenza sulla trattativa Stato Mafia. o. Il consigliere per la stampa e la comunicazione del Presidente della Repubblica ha commentato: “Tra le cose che il Presidente della Repubblica non può fare vi è, ovviamente, quella di commentare i processi e le sentenze della Magistratura”.

 

Il film riparte del 2017, quando Maresco decide di fare un altro film, dopo  Nel 2017, a 25 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio,  Maresco decide di realizzare un nuovo film. Per farlo, trova impulso in un s recente lavoro dedicato a Letizia Battaglia, fotografa ottantenne che con i suoi scatti ha raccontato le guerre di mafia, definita dal New York Times una delle “undici donne che hanno segnato il nostro tempo”. Il regista sente il bisogno di affiancare a Letizia una figura proveniente dall’altra parte della barricata: Ciccio Mira, ‘mitico’ organizzatore di feste di piazza, già protagonista nel 2014 di Belluscone. Una storia siciliana.
Nei pochi anni che separano i due film, Mira sembra cambiato. Forse cerca un riscatto, come uomo e come manager, al punto da organizzare un singolare evento allo Zen di Palermo.

Per la grande fotografa Letizia Battaglia, coprotagonista di la mafia non è più quella di una volta, ““Non c’è polemica, a meno che non ve la inventiate voi giornalisti, nei confronti del Presidente Mattarella, è una persona perbene, rispettata da tutti noi”.

Il film “è l’inevitabile seguito di Belluscone. Una storia siciliana, presentato a Venezia nel 2014. Devo ammettere che non è stato per niente facile, cinque anni dopo, tornare a raccontare una storia con dentro, ancora una volta, i cantanti neomelodici e la mafia – spiega Maresco nelle note di produzione – La mia sensazione, però, è di essermi spinto oltre rispetto al film precedente. In un territorio in cui la distinzione tra bene e male, tra mafia e antimafia, si è azzerata e tutto, ormai, è precipitato in uno spettacolo senza fine e senza alcun senso”..

 

Leggi anche