martedì, 21 settembre 2021

Mainetti, la mia sfida con Freaks out

Mainetti, la mia sfida con Freaks out

Roma, 8 settembre – Freaks Out nasce da una sfida: “ambientare sullo sfondo della pagina più cupa del Novecento un film che fosse insieme un racconto d’avventura, un romanzo di formazione e una riflessione sulla diversità”: Lo spiega Gabriele Mainetti parlando del suo nuovo film, accolto da lunghi applausi, presentato in concorso alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e in sala dal 28 ottobre con O1 Distribution. Il racconto che ha nel cast Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski ha come scenario La Roma, del 1943 e come protagonisti Matilde (Giovinazzo), Cencio (Castellitto), Fulvio (Santamaria) e Mario (Martini) che vivono come fratelli nel circo di Israel (Tirabassi). Quando quest’ultimo scompare misteriosamente, forse in fuga o forse catturato dai nazisti, i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata. Qualcuno però (Rogowski) ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

“Tocchiamo la Storia, mescoliamo il passato, il presente e il futuro perché in questa avventura da Armata Brancaleone, tutti cercano proprio come noi in questo periodo più che mai una cosa sola: l’abbraccio” aggiunge Mainetti coautore dello script con Nicola Guaglianone, già cosceneggiatore (con Menotti) dell’opera prima rivelazione del regista romano, Lo chiamavano Jeeg Robot. “Se Jeeg è stato lo scavo questo è la diga per lo spartiacque nel cinema – sottolinea Claudio Santamaria, interprete di entrambi i film -. questa Armata Brancaleone con poteri che non sa come controllare, è composta da personaggi che sono come bambini, diventano straordinari diventano eroi”.

Anche il femminile nella storia “è molto importante, Aurora affronta un percorso trasformativo – aggiunge Mainetti – da ragazzina ad angelo tremendo, che nel finale ci illumina tutti”. Si è “riusciti a definire Matilde, persona con un passato tormentato- spiega Aurora Giovinazzo – che condiziona il suo presente: è una ragazzina fragile, come una guerriera inconsapevole”.

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