martedì, 20 agosto 2019

Pif da fiaba per Momenti di trascurabile felicità

Pif da fiaba per Momenti di trascurabile felicità

Roma, 8 marzo (Fr. Pierl ) – Due libri/taccuini intimi di Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità (2010) e Momenti di trascurabile infelicità (2015), editi da Einaudi, hanno alimentato la favola moderna, tra sentimenti, errori, morte e vita costruita da Daniele Luchetti in Momenti di trascurabile felicità in sala dal 14 marzo in 350 copie con 01. Nel ruolo di Paolo, uomo medio, anaffettivo e allergico alle regole, rimuginatore seriale un po’ meschino, poco fedele ma innamorato della vita e la sua famiglia c’è Pif, affiancato dalla cantante/attrice Thony (qui in una prova di grande intensità) e Renato Carpentieri, nel ruolo di un angelo facilone e imbranato.
Serviva un filo conduttore che legasse i tragicomici mini racconti dei due libri e Luchetti ha pensato alla morte: “cosa c’è di più importante emozionale per un personaggio? In questo film che si potrebbe definire un ritratto cubista di uomo medio, è come se avessimo preso pezzetti della vita e che li avessimo reincollati su una tela in un altro modo. Devo capire vedendo il film con il pubblico quanta parte è buffa e quanto è tenera in questo ritratto. Quella di cui parlo d’altronde, è una morte leggera, non è la morte vera e propria ma spero faccia risuonare in tutti un riflessione”.
Per Piccolo, che ha sceneggiato il film con Luchetti, pensava di aver risolto il problema dell’adattamento “consigliando alla produzione di far scrivere il film non a me ma a qualcun altro. Daniele però ha insistito perché io lavorassi alla sceneggiatura con lui. La nostra volontà era non fare una cornice alla storia ma dargli una forza propulsiva unica.

Questa ‘morte leggera’ si presenta inaspettatamente a Paolo, quando lui, a Palermo, nel compiere una delle sue consuete piccole scorrettezze quotidiane, non fermarsi in scooter al semaforo rosso, ma accelerare. Paolo si ritrova così nella caotica e disorganizzata sala d’aspetto del Paradiso (nella spettacolare location di un elegante e enorme Ufficio delle Poste storico a Palermo), dove scopre che un angelo facilone (Carpentier) ha sbagliato in realtà qualcosa nel rapporto su di lui. Si decide come compensazione di regalare a Paolo un’ora e 32 minuti sulla Terra per aiutarlo a distaccarsi dalle persone che ama. Il protagonista si ritrova così a ripercorrere il suo tragitto di vita, ricco come quello di tutti, di errori.

“Io sono più bacchettone e moralista, rispetto al mio personaggio, ma in ogni modo mi ci rivedo molto, come penso capiterà a molti. Penso che la gente uscirà dal cinema e ripasserà i propri momenti di trascurabile felicità.

Con Daniele “abbiamo lavorato per creare una persona, non solo il personaggio della moglie di Paolo – spiega la cantante e attrice Thony – Mi è molto piaciuto interpretare una donna senza isterismi che vive la sua vita con una certa leggerezza, nonostante il marito sembri quasi, a tratti, un inetto”. Molto felice dell’esperienza del film anche Renato Carpentieri: “interpreto un angelo di bassissimo livello, che da un lato è spennato, ha paura di tutto, pettegolo e millantatore, mentre dall’altro scandisce il tempo che rimane al protagonista e prepara il finale”.

Secondo Luchetti, Momenti di trascurabile felicità è “una fiaba che racconta il mondo come vorremmo che fosse. In un film così ci sentiamo isolati e protetti”. Pif è contento anche perché per una volta “si riesce a parlare di Palermo senza parlare di mafia. Non è solo grazie a sensibilità degli autori ma anche perché la città mostra un’altra immagine da se’. Questo è un film libero dalla mafia nel racconto e nella produzione. E non si tornerà indietro”.

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