giovedì, 3 dicembre 2020

Luce: è online il nuovo Archivio

Luce: è online il nuovo Archivio

Roma, 11 Aprile (red. Cin.) -“Spazziamo via ogni residuo di polvere: qui si raccontano cose nuove e si accolgono nuove tecnologie e linguaggi. L’Archivio è il racconto delle delle storie del nostro Paese, a disposizione per chi sa e vuole approfondire o per chi non sa e vuole scoprire” Così Roberto Cicutto, Amministratore delegato e Presidente di Luce Cinecittà ha presentato il nuovo sito dell’Archivio storico dell’Istituto Luce, – unico tra gli archivi audiovisivi del nostro Paese – tra i beni tutelati dal prestigioso registro ‘Memory of the World’ dell’UNESCO nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Rinnovato nella grafica e nel logo, l’Archivio è ora orientato anche a un pubblico generalista che ha la possibilità di consultare facilmente e gratuitamente (in buona risoluzione) una spettacolare video-biblioteca con oltre 70mila filmati e 400mila fotografie, consultabili anche da un semplice telefono portatile. Il sito, di ogni fondo cinematografico e fotografico, presenta una descrizione storico-cronologica dettagliata e tutti i documenti riportano un utilissimo apparato didascalico con informazioni, crediti, date, su personaggi eventi e luoghi narrati: uno strumento utile a tutti per la comprensione di ciascun documento e uno stimolo per una navigazione tematica approfondita. Anche perché “la cultura della memoria sta scomparendo dal web, nato paradossalmente come un grande archivio ma che oggi privilegia e consuma il momento attuale, in una corsa forsennata alla notizia del momento che viene, però, velocemente consumata e buttata via”, come ha sottolineato, presentandolo, il Direttore dell’Archivio Enrico Bufalini. “Il nostro ruolo è quello di mantenere la memoria del nostro passato, rendendolo disponibile in maniera nuova e accessibile a chiunque voglia trovate un punto di partenza per la propria analisi”. Cliccabile all’indirizzo www.archivioluce.com, – dice ancora Bufalini “è il primo archivio audiovisivo italiano interamente digitalizzato, e dal 2012 per una considerevole parte di materiali condiviso su YouTube, per andare verso il pubblico più giovane”.
Da parte del responsabile editoriale del sito Roland Sejko l’ invito al grande pubblico “affinché i materiali così accessibili diventino oltrechè stimolo per i nuovi autori del cinema, un invito a un riuso creativo come chiave di lettura del presente”. Come fa il suggestivo 9X10 Novanta, film collettivo firmato da alcuni dei più apprezzati nuovi autori del nostro cinema, che hanno realizzato piccoli capolavori, ciascuno con 10 minuti, con le immagini dell’Archivio Luce.
Negli anni il patrimonio dell’Archivio Luce continua ad arricchirsi con l’acquisizione di nuovi fondi, consultabili in parte anche online. A cominciare dal Fondo Folco Quilici che il regista ha voluto lasciare al Luce con un atto di fiducia di cui siamo orgogliosi,”, ha sottolineato il presidente e AD di Luce Cinecittà Roberto Cicutto, da sempre convinto sostenitore del bisogno di inventare nuovi modi di diffusione dei materiali d’Archivio. Nel fondo Quilici ben 4mila ore di filmati girati in sessant’ anni, tra il 1950 e il 2010, in quattro continenti:
Un altro nuovo fondo di grande interesse è quello di Mario Canale, un vero atlante del cinema italiano e internazionale dal 1980 al 2000, unico in Italia, per il suo contenuto: oltre 500 backstage di film italiani e stranieri, 2mila interviste a registi, attori, tecnici, e decine di ore di reportage dai grandi festival. A questi materiali si aggiungono i reportage da diverse zone del mondo, tra cui un importante fondo di 500 nastri dedicati alla Russia e la recente acquisizione di materiali degli anni Settanta – in via di catalogazione – dedicati all’avanguardia teatrale romana, con riprese di spettacoli di creatori come Carmelo Bene e Memè Perlini, o il Festival dei poeti di Castel Porziano. Ancora, un Fondo importante è quello etno-antropologico del documentarista Mario Gianni,: un lavoro prezioso sulla memoria del mondo in vent’anni di immagini, dal 1989 al 2000, tra l’altro con la serie ‘Popoli che scompaiono’. Tra i fondi prossimamente online sul portale dell’Archivio Luce, anche quello della UIL e di Silvano Agosti.

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