martedì, 22 settembre 2020

Loro 1, Berlusconi tra corte e harem

Loro 1, Berlusconi tra corte e harem

Roma, 23 aprile (Francesca Pierleoni) – Passa circa un’ora e dieci, prima che Silvio Berlusconi nell’interpretazione (stupefacente per verosimiglianza) di Toni Servillo, faccia la sua prima apparizione trionfale (in che forma, è bene lasciare la sorpresa) insieme a un’altrettanto convincente Elena Sofia Rocci per Veronica Lario, in Loro 1, il primo capitolo del dittico che Paolo Sorrentino ha dedicato alla figura dell’ex cavaliere. Un doppio film (il primo uscirà con Universal il 24 aprile, il secondo il 10 maggio), che si presenta “come un racconto di finzione, che narra di fatti verosimili, o inventati, in Italia tra il 2006 e il 2010” si precisa nei cartelli sui titoli di testa.

L’apologo parte puntando l’attenzione, sui ‘loro’. Quelli per Berlusconi, per ‘Lui’ (come abitualmente viene registrato nei contatti telefonici) lavorano: compagni di coalizione, servi, compagne più o meno occasionali di letto ma anche chi sogna di conoscerlo per entrare nel suo cono di luce e di favori. Il primo su cui si puntano i riflettori è Sergio Morra (Riccardo Scamarcio, mattatore nella prima parte del film) evidente alias di Gianpaolo Tarantini, piccolo faccendiere pugliese abituato a ottenere appalti per l’impresa di famiglia dispensando donne al potente di turno. Taranto gli sta stretta e decide con la compagna e ‘complice’ Tamara (Euridice Axen) di cercare fortuna a Roma sperando proprio di incontrare ‘Lui’. Parte così il suo giro di feste piene di donne e droga (un record di presenza femminile, tra comparse e attrici, per un film italiano) nei quali trova come alleata l’apparentemente algida e seduttiva Kira (Kasia Smutniak) già amante dell’ ex Cavaliere e “più cattiva di Putin”. Una Roma insonne, volgare, alleggerita da guizzi surreali (con tanto di rinoceronte in giro per l’Eur) che si incrocia con quella dei fedelissimi di Berlusconi come Cupa (Anna Bonaiuto, un mix tra Michela Brambilla, Gabriella Carlucci e Daniela Santanchè), ma anche chi spera di spodestare il leader di Forza Italia, come Santino, ex ministro e poeta su richiesta (Fabrizio Bentivoglio) o un misterioso e potente personaggio soprannominato ‘Dio’.
“Loro ambisce a raccontare alcuni italiani – spiega Sorrentino nelle note di produzione – nuovi e antichi al contempo. Anime di un purgatorio immaginario e moderno che stabiliscono, sulla base di spinte eterogenee quali ambizione, ammirazione, innamoramento, interesse, tornaconto personale, di provare a ruotare intorno a una sorta di paradiso in carne e ossa: un uomo di nome Silvio Berlusconi”.

Serve l’arrivo in Sardegna di Tarantini con decine di ragazze al seguito, per incontrare finalmente il protagonista della storia, Berlusconi, perennemente affiancato da un efficientissimo e inquietante ‘tuttofare’ (Dario Cantarelli, bravissimo). Spiritoso, ironico, incapace di stare fermo per troppo tempo, L’ex cavaliere spende le giornate, nella sua immensa villa, cantando con Apicella (Giovanni Esposito), facendo il nonno (“una verità è frutto della convinzione e del tono con lui la affermiamo… conta quello che fai credere” insegna a uno dei nipoti) e soprattutto cercando di riconquistare la moglie Veronica che da lui si sente sempre più ferita (e proprio le scene tra Elena Sofia Ricci e Servillo sono fra le più intense e riuscite del film).

Nell’affresco, non mancano alcune delle donne della sua collezione come Noemi Letizia (l’unica di cui si usa nel film il vero nome) e una misteriosa nuova fiamma su cui si chiude il primo capitolo, lasciando il racconto in sospeso. Nel cast fra gli altri, anche Ugo pagliai nei panni di Mike Bongiorno, Ricky Memphis, Iaia Forte , e Roberto De Francesco e i cameo di Fabio Concato e Gai Mattiolo.

Su Berlusconi “non è facile esprimere una sintesi – aggiunge Sorrentino nelle note -. Per questo devo chiedere aiuto a chi è molto più bravo di me: Hemingway. In ‘Fiesta’ scrive ‘Non c’è nessuno che vive la propria vita sino in fondo, eccetto i toreri”. Ecco, parafrasando, forse l’immagine più compendiaria che si può avere di Silvio Berlusconi è questa: un torero”.

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