lunedì, 5 dicembre 2016

L’Italia vista da Hollywood

L’Italia vista da Hollywood

Los Angeles, 17 novembre (red.cin.) – Lancio americano per Fuocoammare, con il debutto a Los Angeles di Cinema Italian Style: oltre la serata di gala per il documentario in corsa per l’Oscar@ sono dieci i titoli italiani in programma da oggi fino al 23 Novembre a Hollywood per Cinema Italian Style, la rassegna promossa da Luce Cinecittà con American Cinematheque quest’anno alla 12.ma edizione. “Sono molto felice di poter essere qui. Fuocoammare continua ad essere un lungo viaggio e sono molto grato all’Italia che mi sta dando questa grande opportunità”, dice Gianfranco Rosi inaugurando la conferenza stampa insieme ai registi dei film che faranno conoscere in America le uscite più interessanti dell’ultima stagione, da Mainetti a Giovannesi, da De Angelis a Muccino che a Los Angeles è di casa ma quest’anno parla soprattutto italiano.

Dice ancora Rosi: “Quando sono andato a Lampedusa la prima volta ancora non avevo idea di come avrei realizzato Fuocoammare. Oggi il film assume un valore speciale, spero che possa aprire una breccia importante non solo in Europa ma anche qui, dopo le elezioni, sul problema degli immigrati nel muro che il risultato del voto ha annunciato”.

Non solo Fuocoammare nel debutto della manifestazione che dopo il red carpet di stasera, seguito da una conversazione di Rosi con il Direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera, proporrà gli altri titoli selezionati  in programma, ma soprattutto offrirà al pubblico americano  uno sguardo sullo stato di salute del cinema  italiano, non così positivo in questi giorni nei nostri cinema ma senza dubbio più interessante agli occhi degli spettatori che all’estero ne seguono autori e protagonisti dell’ultima generazione.

Lo conferma l’entusiasmo di chi ‘scorta’ a Los Angeles i film in programma. Kasia Smutniak parla di Perfetti Sconosciuti e dice:  “Non appena ho letto la sceneggiatura, ho pensato che fosse assolutamente brillante ed ero felicissima di farne parte”.

Muccino, L’estate addosso, dice “Sono ormai undici anni che vivo a Los Angeles, la cosa più lontana che mi sarei mai potuto immaginare nella mia vita ma quando ho iniziato la mia carriera non credevo neanche che sarei stato un regista e non avrei mai pensato che sarei stato un regista di film drammatici. Con L’estate addosso mi sono reso conto di aver bisogno di un film che rompesse qualcosa. E grazie soprattutto alla distribuzione mondiale di Netflix, oltre le sale,  è andata bene”. Gabriele Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot, ricorda: “Sono cresciuto rapportandomi anche alla cultura americana. Mia nonna è cresciuta in New Jersey e in America ho viaggiato spesso. Con Jeeg ho provato a portare il genere cinematografico senza perdere però l’identità del film italiano. Ma il film parla per me…” Per Claudio Giovannesi Cinema Italian Style è l’occasione per lanciare in America Fiore: “Ma sono davvero felice di essere vicino ai miei colleghi qui a Los Angeles e di fare squadra con loro,oltre l’opportunità di far conoscere il film e i miei ragazzi”. Francesco Carrozzini, regista del documentario dedicato a sua madre Franca Sozzani presentato da Afi Fest in collaborazione con la rassegna di Cinecittà racconta il film dietro le quinte : “Mia madre è una donna veramente speciale, ma anche molto complicata. Ho fatto tre versioni del film prima di arrivare a quella definitiva. Le prime due infatti erano state  definite mediocri da mia madre, e allora ho continuato a seguirla e riprenderla. Sono certo che quando lo riguarderò magari tra 30 anni, mi renderò conto che mi sono fatto un grande regalo”.

Ancora Rosi: ”E’ ormai un mese che sono negli USA per promuovere Fuocoammare. Abbiamo aperto a New York, dove è stato in sala per più di un mese e ora il film è diventato qualcosa che le persone continuano a voler vedere”. Sul cinema italiano intervengono Edoardo De Angelis, Indivisibili                                                                                                                                                                                               e, ancora, Gabriele Mainetti: “Eccoci.I giovani soprattutto stanno provando a muoversi sempre di più. E forse siamo sulla strada giusta”.  Ha concluso Smutniak: “Finalmente il cinema italiano sta raccontando la realtà. Proviamo a  crederci per primi”.

 

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