sabato, 28 novembre 2020

Leo e il prezzo dell’intimità

Leo e il prezzo dell’intimità

Roma, 4 novembre (Fr. Palm.) – Quanto costa oggi, nell’era dei social e della visibilità quasi urlata, la nostra intimità? E cosa si è disposti a fare per avere un figlio che si desidera, ma non si può fare perchè mancano i soldi? Edoardo Leo ha cercato di rispondere a queste domande con Che vuoi che sia, suo quarto film da regista, in sala dal 9 novembre con Warner. A produrlo, la IIF. Nel cast, insieme a lui, recitano anche, tra gli altri, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi e Massimo Wertmuller.

Claudio e Anna vivono a Milano, in una piccola casa. Hanno dei lavori precari, che gli permettono al minimo di arrivare a fine mese. Vorrebbero mettere su famiglia, ma sono costretti a rimandare in attesa che la situazione economica migliori. Anna insegna e ha uno stipendio di 800 euro, Claudio è esperto di informatica ma si arrangia solo con piccoli lavoretti. Quando gli si presenta l’occasione di “fare il salto” lanciando un progetto di crowfunding in rete, ripone lì tutte le sue speranze. Ma non stringendo risultati, sconfortato, una sera, da ubriaco, sfida il popolo di Internet: è disposto a girare un video hard con la sua compagna, se le persone lo aiutano ad accumulare la cifra richiesta per il suo progetto. E quello che doveva essere uno scherzo o una semplice provocazione innocente, non solo viene preso sul serio dalla rete e diventa una sorta di “caso” mediatico, ma può concretamente rappresentare “la svolta” per il loro sogno. A questo punto, non resta che decidere: andare o no fino in fondo?

Come spiega Leo, la storia è nata dalla mente di due degli sceneggiatori che lo hanno affiancato, Alessandro Aronadio e Renato Sannio: “Ho preso la loro idea e l’ho modificata, aggiungendo degli elementi contemporanei. Volevo raccontare la ferocia dei social e di alcune cose che stanno succedendo nel web, insieme a un tema eterno come quello del prezzo della nostra intimità. I social sono una seconda vita per tanta gente e sono come una pagina bianca. Tutto dipende da come li viviamo, siamo noi che decidiamo il modo, se usarli bene o fare disastri”.

Leo ha considerato il film Proposta indecente, che ha “studiato”, dice, “perchè mi piaceva il meccanismo. Ma la nostra è una proposta decente”. Raccontata con il linguaggio della commedia: “Amo le commedie più profonde, che hanno uno sguardo deformante – aggiunge – In Italia facciamo tanti film comici, ma poche commedie. Questa storia ha la giusta cattiveria ed è calata nel presente, ma il tema dell’intimità è classico. Il senso del pudore oggi si è spostato, le nostre facce ovunque e dove sta il confine?”.

Non è la prima volta che Leo si ritaglia per sè il ruolo di un uomo “scomodo”, che può non risultare simpatico, come era già successo anche in Noi e la Giulia. Come mai? “In tante serie tv ho interpretato il poliziotto o il ragazzo pulito, quindi poi è subentrata la voglia di disintegrarmi e di autodistruggere ciò che sono – risponde – Ho da sempre la passione per i grandi stronzi della commedia all’italiana, che si mostrano anche antipatici. E’ bello ‘girare’ il personaggio e farlo piacere al pubblico, con empatia. La commedia in qualche modo credo ci debba disturbare un po’, anche se fa ridere. A volte mi rimprovero di non essere troppo cattivo e provo a spingermi più in là”.

E come regista, come è Leo? “Edoardo è molto serio – afferma Anna Foglietta – E’ concentrato, quasi autistico, non stacca mai. Ha una visione totale, dirige bene gli attori ed è bravo perché è umile, ti fa collaborare e così ti porta a dare anche più di quanto è richiesto”.

 

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