domenica, 20 agosto 2017

Lecce: Germano sarà Manfredi

Lecce: Germano sarà Manfredi

Lecce, 21 aprile – Dopo il giovane Leopardi ci sarà il giovane Nino Manfredi per Elio Germano che ha ritirato l’Ulivo d’oro a Lecce dove, asl Festival del Cinema Europeo è in corso una rassegna di dieci film scelti tra le sue più importanti prove d’attore. Da Liberi del 2002 ad Alaska presentato nell’ottobre scorso alla Festa di Roma, il festival ripropone anche titoli come La nostra vita che gli ha fatto vincere a Cannes nel 2010 la Palma d’oro per il miglior attore ex aequo con Javier Bardem e gli dedica un omaggio che ha avuto anche un incontro pubblico, al cinema Massimo, dove gli è stato consegnato un premio speciale.

Ed è stato proprio a conclusione della chiacchierata, in palcoscenico, con Laura Delli Colli che Germano, particolarmente generoso con il pubblico pugliese, ha confermato che alla fine di maggio sarà sul set di In arte Nino, film tv per Rai Uno dedicato a Nino Manfredi scritto e diretto da Luca Manfredi, figlio di Nino, nel quale Elio debutta anche come sceneggiatore.

“Abbiamo lavorato a lungo con Luca e con l’autore che ha accompagnato Nino nei suoi ultimi film” ha raccontato Germano “ed è stata una bellissima esperienza mettere a fuoco la storia inedita di Nino che dalla provincia e da una famiglia molto modesta ha fatto mille mestieri pur di arrivare a Roma, e avere il primovero ingaggio, a Canzonissima, finalmente in tv”.

Tra Alaska di Claudio Cupellini, del quale oggi ammette di non condividere il titolo, e In arte Nino c’è un altro film importante di cui Elio ha parlato incuriosendo molti con il pubblico anche la stampa: è il set di Gianni Amelio , top secret per contratto, a quanto pare, anche se ne conosce il titolo (La tentazione di essere felici) e si sa che Germano interpreta un personaggio liberamente ispirato al protagonista dell’omonimo romanzo di Lorenzo Marone. “Ma penso che Il film sarà completamente diverso dal libro, che peraltro non ho voluto leggere perchè- dice-  credo che non faccia bene al film conoscere il testo prima se il film è altro dal romanzo. E il regista deve avere la possibilità di sentirsi libero…” Non era accaduto lo stesso con Leopardi che Elio, anche rapper con un gruppo decisamente ‘out’, ha invece amato da student un pò cone ha sempre amato la poesia, Curioso invece Il personaggio che ha appena interpretato ne L’ami (François d’Assise et ses frères) di Renaud Fely, insieme ad Alba Rohrwacher e Marcello Mazzarella: “Sono San Francesco, ma protagonista non è il santo bensì la prima comunità dei francescani, una comune di pazzi con tutte le complessità politiche un’assemblea decisamente fuori del comune”..

Tornando ad Amelio,Germano è felice di averlo aggiunto alla galleria degli autori con i quali ha avuto la fortuna di lavorare: “è un autore straordinario” dice, che si è appena aggiunto ad una lista di titoli e firme davvero eccezionale: Ettore Scola (Concorrenza sleale), Emanuele Crialese (Respiro), Gianluca Maria Tavarelli (Liberi), Libero De Rienzo (Sangue – La morte non esiste), Giovanni Veronesi (Che ne sarà di noi), Michele Placido (Romanzo criminale), Gabriele Salvatores (Quo vadis, baby?, Come Dio comanda), Paolo Virzì (N (Io e Napoleone), Tutta la vita davanti), Daniele Vicari (Il passato è una terra straniera). In una breve carrellata li ha ricordati più o meno tutti, Elio, che non ha voluto dimenticare con una punta di autoironia I suoi esordi. Era appena dodicenne, per un provino di quelli che I casting propongono a scuola e al quale lui che è originario di Duronia, vicino a Campobasso ma che è sempre vissuto a  Roma, ha risposto felice di ‘provarci’. Era il ’93 e l’esordio avviene con il duo Castellano e Pipolo in Ci hai rotto papà, il film al quale segue qualche anno dopo la prima vera interpretazione, in Il cielo in una stanza di Carlo Vanzina, il film del battesimo in cui, nessuno se lo ricorda, Elio faceva coppia con il regista di Lo chiamavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti, appena premiato con una pioggia di David di Donatello, A proposito dei David , germane è stato molto felice dei 7 andati al film di Matteo Garrone (“l’ho amato tantissimo, anche perché per realizzarlo c’è voluto un lavoro mostruoso”) . Ma I premi alla fin fine, anche se danno attimi di felicità “non sono importanti come il pubblico”. E per uno che a 35 anni ha interpretato 35 film, guadagnandosi com’è stato scritto ilntitolo di Stachanov del cinema italiano non c’è male…

Foto di Pietro Coccia

 

 

Leggi anche