domenica, 20 agosto 2017

Le ultime cose al banco dei pegni

Le ultime cose al banco dei pegni

Lido di Venezia, 2 settembre (Fr. Pierl.) – E’ partita da una ricerca assoluta di realtà, Irene Dionisio, documentarista trentenne, per la sua opera prima di fiction, Le ultime cose, film italiano in gara alla Mostra del Cinema di Venezia nella Settimana della Critica e nelle sale dal 29 settembre con Istituto Luce Cinecittà.

”Mi interessava quell’opposizione fra creditore e debitore – spiega Irene Dionisio – All’interno del Banco dei Pegni, luogo legale dell’economia della speranza, e all’esterno, con i ricettatori vengono fuori dinamiche molto simili”. La giovane cineasta, ispirandosi a personaggi e storie vere, che ha raccolto nel suo lavoro iniziale di ricerca (“avevo pensato di fare un documentario ma era impossibile per motivi di sicurezza filmare all’interno del Banco dei Pegni, così ho pensato a un film) firma uno spaccato dell’Italia al tempo della crisi, ricco di umanità e arricchito da un tocco di commedia nera. La supporta un cast di prim’ordine composto fra gli altri da Fabrizio Falco, Roberto De Francesco, Christina Rosamilia, Alfonso Santagata, Salvatore Cantalupo, Anna Ferruzzo e Nicole De Leo, Maria Eugenia D’Aquino, Margherita Coldesina.

E’ un mondo dove passano persone di ogni età e condizione, dalle mamme che impegnano l’unica ‘gioia’ ad anzia9ni che vorrebbero lasciare il dente d’oro. Nostra guida all’interno della storia è un giovane perito, Stefano, interpretato da Fabrizio Falco (”è un po’ il mio alter ego” spiega la regista), assegnato al Banco dei Pegni, dove capisce presto che la sua onestà può essere uno svantaggio. C’è infatti chi traffica facendo i propri interessi, come il collega Sergio (De Francesco). A colpirlo però è Sandra (Rosamilia), trans ventenne venuta ad impegnare una pelliccia, ancora incerta su come portare avanti la sua nuova vita. Deve fare i conti con questa realtà anche Michele (Santagata) pensionato che per ripagare qualche debito e comprare un apparecchio acustico al nipotino, accetta i soldi del cognato Angelo (Cantalupo), accettando, per ripagarlo, di andare ad assisterlo nelle sue ‘ricettazioni’. ”E’ un mondo con una sua tragicomicità, che ho voluto rendere nel film – dice Irene Dionisio – In quelle persone e dinamiche ci possiamo riconoscere”.

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